LA FABBRICA DEGLI SCOOP

Dire che questo Giornale ha le notizie che gli altri non hanno, ormai non è una notizia.
Al massimo, non se ne accorge qualche politico di seconda e terza fila della Casa delle libertà, abituato a leggere solo altri giornali e ad indignarsi per gli scoop da locandina, soprattutto quando sono falsi o smentiti il giorno dopo. Altri, invece, preferiscono contemplarsi l’ombelico, convinti che sia anche l’ombelico del mondo e che dalle loro dichiarazioni dipenda il futuro del mondo o, quantomeno, di Genova. Per la cronaca, invece quelli dell’Unione, se ne accorgono tutti. Magari per infuriarsi con me e con noi. Ma se ne accorgono.
Dopo l’inchiesta sui consultori, quella sulle iscrizioni dei clandestini all’asilo, le anticipazioni sulle vere cause della strage di Tiglieto, ora è il turno dei casi di tubercolosi al Marco Polo, di cui ieri si sono accorti anche tutti gli altri media, nazionali e locali. Peraltro con un giorno di ritardo, visto che la prima notizia sulla Tbc in classe era già stata pubblicata sull’edizione di giovedì del Giornale di Genova e della Liguria. Insomma, qualcuno oltre a non saper scrivere, non sa nemmeno leggere. Problemi loro, così come è un problema loro la miseria di non citare le fonti. Ringraziamo l’agenzia Ansa e Telecittà e i loro capi Donato Mancini e Giovanni Giaccone per la loro correttezza.
Tutto questo per dirvi una sola cosa: l’inchiesta sulla Tbc è merito della nostra bravissima Francesca Nacini, del suo fiuto giornalistico e della sua capacità di verificare le notizie. Ma è anche merito della fiducia che ci dà il nostro direttore Mario Giordano, che non mi stancherò mai di ringraziare per questa carica di libertà, che permette di superare ogni inferiorità di organico, di pagine e di locandine. E, infine, soprattutto, è merito vostro: in famiglia, tutto è più facile. Con lettori così, i miracoli sono la normalità. Grazie.