La fabbrica dei Padri Pii sinistri

C’è una fabbrica diffusa che produ­c­e Padri Pii in versione laica, atea e perfino cristiana, con relativa devozio­ne ed ex-voto. L'assemblaggio avviene nella premiata ditta la Repubblica, più codazzo di riviste, quotidiani minori e ca­se editrici

C’è una fabbrica diffusa che produ­c­e Padri Pii in versione laica, atea e perfino cristiana, con relativa devozio­ne ed ex-voto. L'assemblaggio avviene nella premiata ditta la Repubblica, più codazzo di riviste, quotidiani minori e ca­se editrici.

La carrozzeria viene montata negli stu­di di Raitre, soprattutto nell'officina di Fabio Fazio, che ordina in video i Padri Pii e procura le stimmate in diretta. A fianco c'è uno sciame di programmi sparsi su vari canali, a partire da La Setta, sottomarca de La7. Non mancano circo­li indignati di preghiera, come Libertà e Giustizia.

La catena dei Padri Pii si snoda per ge­neri e per fasce d'età. Padre Pio da giova­ne è Roberto Saviano, le sue prediche ispirate sono seguite in ginocchio da un pubblico che sente al suo apparire odo­re intenso di violetta. Padre Pio in età adulta e in versione teologica è Vito Man­cuso, autore di Io e Dio.

Tanti sono i Padripii in versione giulla­re o giudiziaria, ambedue esorcisti del demonio berlusconiano, da Benigni ai Santi Pool. In versione intellettuale c'è l'antico convento Lotta Continua che sforna santi e martiri, come Frate Erri De Luca, predicatore partenopeo parte-mi­grante; e Padre Sofri, ordinario di Violen­zo­logia nell'Ateneo di Repubblica e pre­sidente emerito della Corte Marziale dell'ex-convento.

Anche Padre Pio anziano è disponibi­le in due versioni, Sua Eminenza con au­reola Umberto Eco, di professione Ge­nio Faceto, o in età veneranda Sua Santi­tà Eugenio Scalfari, autore della monu­mentale opera autobiografica Io è Dio. Baciamo le mani.