La fabbrica Usa amica dell’ambiente

Lo stabilimento premiato dall’Epa per i suoi requisiti

Alle origini di tutte le Bmw a quattro ruote motrici c’è la X5, Sav, Sport activity vehicle, che per la casa di Monaco ha rappresentato un vero salto epocale. Non soltanto per l’adozione della trazione integrale, di cui parliamo in altra parte di questa pagina, ma per la scelta di tipo industriale che la realizzazione di X5 ha richiesto. Nasce infatti a Spartanburg il colosso bavarese, in Carolina del Sud, in uno stabilimento che Bmw ha deciso di costruire nel 1992, quando costruttori come Volkswagen stavano chiudendo le unità produttive negli Stati Uniti. Stare vicini al più importante mercato dei Suv (reinterpretati in chiave Sav) e raggiungere una qualità identica a quella dei siti produttivi europei (come Dingolfing e Regensburg) furono allora gli imperativi che hanno poi condotto alla costruzione di oltre 616mila unità della Bmw X5 di prima generazione, festeggiati in settembre dello scorso anno, a sette anni di distanza dall'uscita dalle linee di montaggio del primo esemplare.
Oltre 4.500 sono gli addetti impiegati da Bmw nello Stato americano (nel porto di Charleston vengono imbarcate le Bmw destinate a 120 mercati sparsi nel mondo e vengono sbarcate quelle prodotte altrove e vendute sul mercato nordamericano), molti di più quelli occupati nel prezioso indotto che la casa bavarese ha saputo creare intorno a Spartanburg, incluse numerose aziende europee, storiche fornitrici del marchio, che in Carolina del Sud hanno aperto unità produttive di componenti.
La fiducia nella manodopera locale, spesso ritenuta incapace di produrre vetture «premium», è stata ben riposta, sia in termini di qualità (indispensabile per un’auto come X5 o Z4, altro modello prodotto a Spartanburg) sia per gli effetti che la decisone di produrre in Usa ha avuto sulle vendite di tutte le Bmw nello sterminato mercato americano, quasi sestuplicate dalle 50mila unità del 1999. L’impegno di Bmw sul fronte ambientale non si limita allo sviluppo dell’alimentazione a idrogeno o al recente programma «EfficientDynamics» per tutti i suoi propulsori, ma si estende da tempo anche alla riduzione dell’impatto che un’automobile ha sull’ambiente fin dal momento in cui viene costruita.
È una volontà che è stata recentemente riconosciuta con un particolare premio assegnato proprio alla fabbrica di Spartanburg (utilizzazione del metano come fonte energetica e impianto di verniciatura senza solventi), eletta qualche settimana fa «Energy Partner of the Year» dall’Epa, potentissimo e severo ente che in Usa verifica i requisiti ecologici di ogni industria.