«Fabbricavano» la cittadinanza italiana per immigrati dal Brasile

Tenore di vita alto, saune gay milanesi, cocaina, sms da brividi. La figura di don Riccardo Seppia per come viene a delinearsi dai documenti dell’inchiesta che lo vede accusato di abusi su minore e cessione di droga, è quella di un satiro in preda ad appetiti da soddisfare. Costi quel che costi. Gusti sempre più spinti, i ragazzini di 17 anni non bastano, ne vuole di più «teneri», giovani, bambini, magari di dieci anni, magari figli di madri tossiche disposti a cederli per una dose. L’inchiesta si allarga. Ieri è stato fermato anche Emanuele Alfano, l’ex seminarista di 41 anni, amico e complice di don Riccardo Seppia (che però, nel 2007 - dichiara monsignor Michele Cavallero, rettore del Seminario -, era stato riconosciuto non idoneo al sacerdozio): l’hanno preso mentre stava imbarcandosi a Genova su una nave da crociera (...)