«Fabbriche a rischio, Monza non sta alle regole»

Mangone, capogruppo di Fi, contro il sindaco: «La procura faccia luce sulle concessioni»

Gianandrea Zagato

«Le concessioni edilizie firmate dal Comune di Monza saranno rilette con interesse dalla Procura della Repubblica». Parola di Osvaldo Mangone, che denuncia il non rispetto nella pianificazione urbanistica territoriale della normativa per “le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante”».
Accusa che il capogruppo consiliare di Forza Italia accompagna con le prove della «mancata applicazione dei decreti ministeriali in questione e delle successive deliberazioni nazionali e regionali». Come dire: nonostante Monza «presenti due siti di questa natura e un sito è a Villasanta, a cinquecento metri in linea d’aria - e per il quale ci sono già state elaborazioni e decisioni a tutela della popolazione a rischio - il sindaco Michele Faglia prevede solo adesso, nel suo piano di governo del territorio, vincoli e norme relative a industrie a rischio rilevante».
Ma l’esponente azzurro denuncia pure che il Pgt voluto da Faglia costa qualcosa come 768.747,31 euro, escluso il costo dei tutor tecnici imposti dall’assessorato al Territorio di Monza per i cosiddetti «programmi integrati»: «Consulenze strappate e tutte, stranezza, affidate a società o liberi professionisti che hanno interessi in quel di Pavia». Manca però, aggiunge il capogruppo comunale di An Dario Allevi, «il compenso riconosciuto dall’assessorato al Territorio all’architetto Roberto Almagioni che con il collega Carlo Gerosa si occupa del coordinamento del piano dei servizi, delle regole e delle norme del Pgt. Determina che viene ben celata dai compagni monzesi della Quercia di cui Almagioni è stato pure consulente al gruppo in regione Lombardia prima di essere coinvolto nell’inchiesta sull’affare Ram, la lottizzazione sull’area ex Iso Rivolta di Bresso». Inchiesta che scagionerà l’urbanista di spicco dei Ds milanesi ritenendo legittimo il rapporto professionale con il quale giustificava i 50 milioni imputatigli dai magistrati.
Anche di questo, continua Allevi, «chiederemo conto al sindaco pinocchietto e ai suoi pasdaran rimasti, visto che la maggioranza ha pure perso altri due consiglieri: Giorgio Brambilla e Pierluigi Cambini pronti a dar vita a un nuovo gruppo». E alla ripresa dei lavori consiliari, dicono all’unisono Fi e An, «il centronistra ritroverà quindi un’opposizione agguerita e determinata per mettere la parola fine alle furbate maldestre della giunta». Preannuncio di ostruzionismo totale sul Pgt della sinistra che è un «vero e proprio sacco del verde cittadino».