Dal fabbro alla sagra I quartieri in una guida

Nell’opuscolo oltre agli indirizzi utili anche le curiosità storiche

Gioia Locati

Ci arriverà nei prossimi giorni nella cassetta della posta, è l’ultimissima guida Pagine Gialle, «Inzona». Un vademecum con tutti gli indirizzi, i telefoni e i consigli utili per vivere bene nel nostro quartiere. Dai negozi, ai servizi: una finestra sul piccolo mondo. Le chicche: il telefono cellulare del vigile, la sezione «piccole riparazioni domestiche» (con idraulici e fabbri), i consigli su come evitare che geli il parabrezza della moto accanto all’elenco dei distributori di benzina. Insomma: non c’è solo la lista dei negozi dove far la spesa o dove farsi colorare i capelli (i più numerosi in città); o le tabaccherie e le tintorie specializzate in capi delicati. Ma anche spiegazioni dettagliate, ad esempio al paragrafo «vaccinazioni»; o curiosità storiche sui navigli, le sagre tradizionali, il dialetto.
L’iniziativa, oltre che da Pagine Gialle è stata illustrata dall’assessore al Decentramento Giulio Gallera, dall’assessore all’Educazione Bruno Simini e dal direttore scolastico Giacomo Dutto. Abbinata al concorso «Wivo il mio quartiere!» riservato ai bambini delle ultime tre classi delle elementari. Una sorta di caccia al tesoro per far conoscere agli scolari la storia del quartiere. Sui banchi arriverà un kit corredato di macchina fotografica, i piccoli Sherlock Holmes dovranno scoprire i «tesori» ma anche le «cose che non vanno» e segnalarle. «Se vedete qualcuno che sporca la vostra città dovete reagire - ha detto l’assessore Gallera ai bambini della elementare di via Carnia durante la presentazione - È come se lui sporcasse la sua casa, che, in questo caso, è la casa di tutti».
Il direttore scolastico ha invece ricordato che la scuola nel quartiere «muove ogni giorno un grande numero di persone che magari hanno soltanto quell’occasione per incontrarsi» e che «non si diventa cittadini senza la scuola primaria». «Con questa guida - ha detto l’assessore Simini - i bambini verranno coinvolti nel divertimento di scoprire, studiare, ridisegnare gli spazi e l’ambiente».