FABIO CANNAVARO Reattività e leadership per contrastare gli assalti 9

Deve farsi carico anche di Materazzi, dei suoi limiti nervosi e della sua ridotta cifra tecnica. Ma non è sicuramente un problema, per Fabio, il capitano. Anzi, può risultare l’ultima spinta al culmine di un mondiale da numero uno, il miglior difensore del torneo secondo tecnici e giornalisti, per una volta tutti d’accordo. Cannavaro deve stare attento a non uscire dal fortino, come proveranno a fare Henry e Zidane, per spalancare il valico centrale dentro il quale sono soliti lanciarsi Vieira e Ribery, che sono poi due pedine fondamentali. Lo juventino va a concludere di testa, l’altro va a chiudere di piede. Fosse stato utilizzabile Nesta, avrebbe lasciato volentieri al milanista il compito di guida, di regista della difesa. E invece toccano a lui anche queste incombenze. E con le incombenze la necessità di guidare da una parte Zambrotta, alle prese con Malouda, e dall’altra Grosso, finito nel cono d’ombra di Ribery. Nella prima ora di gioco può anche lanciarsi all’assalto, tentare di vincere i duelli in quota contro rivali che sono di solito più alti di lui. Appena la stanchezza monterà, sarà bene restare nella torre di controllo a sorvegliare gli attacchi dei francesi. Che sono terribili quando arrivano dagli esterni verso il centro.