Fabrizio De Andrè, il buon poeta dio dei bamboccioni

Caro amico Granzotto, Fabrizio De Andrè - alias Faber - è entrato d’autorità negli Immortali. È poeta, cantautore, menestrello, posteggiatore (spieghi lei all’inclito cosa significa posteggiatore), marito esemplare, politico non allineato, eroe, cantore delle miserie umane, super credente. Negli ultimi giorni paginate sui quotidiani, promozione a «Striscia» di un suo cd, vie e piazze a lui intitolate e ore e ore con l’ineffabile chierichetto Fabio Fazio. In definitiva, il nostro ha scritto senza dubbio diverse belle canzoni, è stato un cantante intelligente, un discreto poeta, come tanti. Ma come mai i suoi motivetti non si sentono fischiettare in giro, come invece accade ad un «Azzurro» del bravissimo Conte, o a «Sapore di sale» di Paoli e via discorrendo con i vari Battisti, Endrigo e compagnia briscola?