Fabrizio Quattrocchi «adotta» a distanza un bimbo in Africa

Un’associazione di donatori di sangue lancia l’iniziativa in memoria del bodyguard Aderisce anche la Lega Nord

Diego Pistacchi

Probabilmente riusciranno a chiamarla speculazione. Ma in memoria di Fabrizio Quattrocchi dei bimbi potranno sopravvivere, avranno una famiglia che li sosterrà e provvederà alla loro crescita. Dopo l’oltraggio del consiglio comunale di Genova alla memoria della guardia del corpo barbaramente uccisa in Irak, i genovesi hanno risposto con ancora maggior entusiasmo alle iniziative che vogliono ricordare il loro concittadino vittima del terrorismo internazionale. Le firme raccolte giovedì dai parlamentari di An a favore della concessione di una medaglia d’oro al valor civile ne sono una prima dimostrazione. Ma soprattutto non mancano idee nuove, progetti concreti e ricchi di umanità, in grado di cancellare la brutta pagina fatta di divisioni ideologiche scritta in consiglio comunale.
Perché adottare a distanza un bambino in Africa nel nome di Fabrizio Quattrocchi prescinde da qualsiasi etichetta. Ed è proprio quello che verrà fatto a Genova. A volerlo, a lanciare l’iniziativa destinata a cercare quanti più aderenti possibile, è Renzo Di Prima, presidente della «Padas», l’associazione padana donatori di sangue. Che ha già individuato anche il modo per concretizzare l’idea, affidandosi tra l’altro a un gruppo missionario tutto genovese che interviene direttamente in Africa, dove è presente da vent’anni con centri nutrizionali, scuole, ospedali e missioni.
«Da tempo pensavo fosse giusto fare qualcosa per Quattrocchi, così come avevo già in mente di addottare tramite la nostra associazione un bambino a distanza - la mette giù come fosse una cosa normale, Renzo Di Prima -. C’è stata l’occasione di fare due cose in una. Anche leggendo il Giornale all’indomani del voto negativo del Comune. Mi ha colpito il messaggio in cui si sottolineava l’importanza di fare ciò che l’amministrazione non ha voluto fare, con gesti semplici, portando Quattrocchi nel cuore, nelle preghiere, nei gesti concreti d’amore». Ed è quello che sarà fatto grazie all’adozione a distanza. Il gruppo missionario genovese invierà anche la somma donata dalla Padas in Africa, per sostenere il progetto missionario. Specificando che si tratta di un contributo in memoria di Fabrizio Quattrocchi, che verrà così ricordato nelle preghiere e nelle intenzioni di chi lavora per aiutare le popolazioni meno fortunate.
«Un messaggio importante - osserva ancora Di Prima - è quello di aiutare persone in una terra lontana, così come in una terra lontana è morto Quattrocchi. E senza portarle via dalle loro tradizioni. Ma l’iniziativa non si limiterà alla semplice donazione. Lo scopo è quello di diffondere quanto più possibile il messaggio. Infatti chiediamo a tutti i nostri soci, oltre un centinaio, di farsi portavoci di questo progetto missionario. Così come, da attivista della Lega Nord, chiederò alla mia sezione di Albaro, di fare altrettanto e magari di adottare anche un bambino. E il segretario nazionale, Francesco Bruzzone, mi ha già garantito l’impegno a portare l’iniziativa in tutte le sezioni. Anche la politica può, anzi deve, rendersi utile in questo campo». Nessuno scopo strumentale, per lasciare ai consiglieri comunali che hanno votato contro la via, questa esclusiva. E l’iniziativa ha commosso la famiglia Quattrocchi che, da sempre, ha detto di essere grata a tutti coloro che hanno voluto ricordare Fabrizio, a prescindere che facciano parte del mondo politico o meno, e senza distinzioni di colori. Come hanno saputo dimostrare, tra gli altri, Veltroni e la Jervolino.