Fabrizio Santarelli: «Vigne del Lazio, si cambia»

Cambio al vertice dell’associazione Vigne del Lazio, che da una decina d’anni si propone di valorizzare il vino di qualità della nostra regione. Il nuovo presidente è Fabrizio Santarelli, titolare di Castel de Paolis, che è stato eletto dagli associati per sostituire il padre storico delle VdL, l’omonimo Antonio Santarelli, patròn di Casale del Giglio. Vicepresidente Giovanna Trisorio di Principe Pallavicini.
Fabrizio Santarelli, innanzi tutto che cosa sono le Vigne del Lazio?
«È un’associazione di produttori laziali che devono però avere due caratteristiche ben precise: essere proprietari dei vigneti e accettare di sottoporre le proprie etichette al giudizio di una commissione di tecnici. Chi non passa non entra».
Quanti sono i produttori associati?
«Attualmente 23, ma contiamo di aggiungerne un’altra decina».
Le Vigne del Lazio hanno quasi dieci anni. Che cosa cambierà con la sua presidenza?
«Dal 1999 il mondo del vino è cambiato e va aggiornato il modo di proporsi dell’associazione. Faccio un esempio: le Vigne del Lazio hanno sempre puntato buona parte della loro attività su tanti banchi d’assaggio. Un format che secondo me non va più bene. Io punterò su pochi eventi ma di alto spessore. Ma non basta».
Che cosa altro cambierà?
«Ci sarà più attenzione ai ristoratori. Gran parte delle carte dei vini laziali che prepariamo gratuitamente si fanno in provincia, e noi dobbiamo espugnare Roma. E poi ci sarà più attenzione alla comunicazione e un tentativo di maggiore coinvolgimento della Regione e dell’Arsial, enti che ci aiutano economicamente. Per questo ho deciso che il primo direttivo della mia gestione si svolgerà nella sede del Lazio».
Tante cose da cambiare...
«Sì, ma ci tengo a sottolineare che questa non vuole essere una critica a chi mi ha preceduto. Anzi, Antonio Santarelli ha fatto un lavoro enorme nell’associazione, e ne resta il padre nobile. Se le Vigne del Lazio sono quello che sono si deve soprattutto a lui».