«Facchetti è stato unico e inimitabile»

«Facchetti? Lui è stato uno speciale, grande come giocatore, grande come uomo di calcio, grande anche come presidente. Lui è stato speciale e non lo dico perché non c’è più: glielo ripetevo spesso. La hit parade di Massimo Moratti parte da qui, dall’amico Giacinto scomparso il 4 settembre 2006. Poi ecco gli altri simboli: «Di italiani Meazza su tutti, poi anche Mazzola, Corso e Altobelli. Di stranieri ricordo Wilkes, l’olandese che vinse poco ma che è ricordato per il suo estro e i suoi colpi, uno da Inter insomma. E poi Skoglund, Angelillo, Suarez, Rummenigge, Ronaldo: tutta gente che ha esaltato il nome dell’Inter come grande club». E il futuro? «L’italianità ha un senso e ci stiamo lavorando con il settore giovanile. Però comprare all’estero ha un senso economico e un grande fascino. Vedremo: in fondo l’Arsenal schierato contro il Milan all’inizio non aveva inglesi. Non si può dire che non sia una squadra...».