«Alla faccia di chi mi credeva già finito»

da Como

Bettini, per una volta, si gode lo spettacolo. Franco Ballerini, anche. La vittoria di Cunego nel Lombardia numero 101 ha una gestazione lunga e a tinte azzurre. «Sono felice per lui, perché questo è un talento e il ciclismo italiano potrà contare in futuro su di lui». Franco Ballerini, il ct della nazionale, abbraccia il «Piccolo Principe» subito dopo il traguardo. Si sussurrano parole che inumidiscono gli occhi di entrambi. «È vero, oggi io devo assolutamente ringraziare i miei compagni per la fiducia, i miei tecnici e i miei sponsor per la pazienza, ma un grazie particolare va anche a Ballerini, che è un grande tecnico. È uno che non guarda solo i risultati, ma va oltre. Alla Vuelta, quando mi ritrovai malconcio con 15 punti nel ginocchio, molti mi avrebbero scaricato: lui no. “Sarai una pedina fondamentale a Stoccarda per aiutare Bettini a vincere”. Ha avuto ragione lui».
Poi, dopo aver gridato subito dopo il traguardo «alla faccia di quelli che non credevano più in me», il principino precisa: «Era uno sfogo, così, dettato dal senso di sfiducia che respiravo tra gli osservatori da un po’ di tempo. Ora voglio solo godermi questa vittoria, e concedermi una buona vacanza in Egitto con mia moglie e mia figlia. Per me questa vittoria è davvero una ripartenza, verso Liegi, l’Olimpiade di Pechino, il Mondiale di Varese e poi il Giro. Molti pensano che io sia solo un cacciatore di classiche, ma grazie al mio buon recupero penso di essere anche adattissimo per i grandi giri. Un giorno so che tornerò a vincere una grande corsa a tappe. Differenze tra il Lombardia del 2004 e quest’ultimo? Il primo è quello dell’incoscienza, questo è della maturità».