Alla faccia dell’intellettuale comunista

Intellettuale secondo il dizionario Zingarelli: «Chi si dedica prevalentemente ad attività connesse con il sapere ed il pensiero, ha vasti interessi culturali, produce opere di tipo letterario, artistico, scientifico e simili».
Intellettuale secondo Alberto Moravia (dal romanzo inedito I due amici, in uscita da Bompiani in occasione del centenario della nascita di Moravia il 28 novembre). «Persona colta ma povera e perciò incapace di far della cultura un mero ornamento e passatempo, costretto per campare a fare il critico cinematografico in un giornale di terz’ordine, a tradurre libri gialli, a scrivere libri di varietà, in fondo ozioso seppure attivo, eternamente disoccupato seppure occupatissimo». Fisicamente il perfetto tipo di intellettuale è «piuttosto piccolo di statura, arruffato nei capelli, occhialuto, vestito di maglioni sportivi in luogo di camicia, le tasche piene di carte, i pantaloni sfrangiati, le scarpe infangate».
Comunismo secondo il dizionario Zingarelli: «Dottrina politica, economica e sociale fondata da K. Marx e F. Engels verso la metà del XIX sec., che propugna l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e la distribuzione sociale dei prodotti in base ai bisogni di ciascuno».
Comunismo secondo Alberto Moravia. Ovvero del perché il protagonista del romanzo (uno dei due amici) decide di farsi comunista (Ibidem). «Lui era ricco e io povero. Lui di famiglia nota e potente, io di oscura piccola borghesia, lui elegante ben vestito e mondano, io malvestito, oscuro, goffo. Senza confessarmelo forse, io mi feci comunista anche per trovarmi in una posizione accusatoria e superiore, anche per potergli dire: “Non soltanto non sono un intellettuale come tu dici, ma sono anche qualcuno che può dirti in faccia, che ha il diritto di dirti in faccia che sei condannato, che appartieni a una classe condannata, che tutti i tuoi soldi, la tua mondanità, la tua eleganza, le tue arie non ti salveranno il giorno del giudizio e che questo giorno è prossimo e che in questo giorno tu sarai pesato sulla bilancia e sarai trovato mancante e buttato via tra i rifiuti, come una spazzatura”».
Ecco, abbiamo finalmente capito la differenza tra l’ideale e il materiale per l’intellettuale comunista.
caterina.soffici@ilgiornale.it