Faccia a faccia tra Esposito e la sua amante

Giallo di Gradoli. Faccia a faccia fra Paolo Esposito, 40 anni, e Ala Ceoban, 24 anni, sorella della moldava sparita nel nulla nonché amante dell’elettricista accusato di duplice omicidio volontario. L’11 dicembre compariranno davanti al pm Renzo Petroselli e al gip Rita Cialone della Procura di Viterbo i due indagati per l’uccisione di Tatiana Ceoban, 36 anni, e della figlia Elena, 13 anni. A breve, inoltre, verranno depositati i risultati della perizia sulle tracce ematiche latenti rilevate nella villetta di Cannicelle, dove sarebbe avvenuta la «mattanza». A chi appartengono? Un’indagine affidata a Elena Pilli, antropologa molecolare, slittata di 30 giorni per un macchinario fuori uso. Secondo indiscrezioni confermerebbero i risultati del Ris sulle gocce di sangue evidenti già agli atti: dei 28 vetrini 10 contengono il dna di Tania. Quanto basta per l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Esposito dovrà rispondere anche di detenzione di materiale pedopornografico: nel pc centinaia di fotografie di bambini di 6-7 anni ripresi durante rapporti sessuali con adulti. Ancora: il pm ha disposto una nuova perizia sui tabulati di Ala. Si cerca la conferma alle dichiarazioni di una teste chiave, Irina, contattata dalla 24enne all'indomani della scomparsa della sorella. Secondo Irina, Ala le avrebbe chiesto di chiamare in Italia fingendo di essere Tatiana. Uno stratagemma per dimostrare la fuga all’estero ma che potrebbe trasformarsi in una prova decisiva.
È il 30 maggio quando Tania, una badante con due figli, va a Viterbo con la figlia più grande. Le due non faranno più ritorno. Denaro e documenti al loro posto. La figlia di 5 anni, Erika, è con il padre Paolo. I loro cellulari per giorni emettono segnali a poca distanza da Gradoli. La prima denuncia viene fatta il 2 giugno dalla madre di Tania, Elena Nikifor, accorsa da Bologna. Solo dopo anche Esposito si presenta dai carabinieri: denuncerà Tania per abbandono di minore. Le ricerche cominciano tardi, tre settimane dopo. Esposito, intanto, si contraddice. Il 1° luglio finisce in carcere. Un mese dopo lo segue Ala, con la quale l’uomo aveva rapporti sessuali, sospettata di aver aiutato Esposito a ripulire la scena del delitto e a far sparire i corpi della sorella e della nipote.