«Un faccia a faccia al giorno per far contenta l’avversaria»

«Il faccia a faccia con Renata Oliveri? Io lo faccio subito. Anzi ne faccio quanti ne vuole lei»: reagisce così, tra il serio e il faceto, Alessandro Repetto, candidato della sinistra al ballottaggio per la presidenza della Provincia. E aggiunge: «Renata Oliveri ritiene che io sfugga dai confronti televisivi con lei. Confesso il mio stupore, e mi chiedo per quale ragione lei, che sostiene con convinzione di avere nel proprio programma punti di forza incisivi e determinanti, ritorni sempre sulla questione fittizia dei disertati faccia a faccia». Repetto passa all’ironia: «Per carità, è lusinghiero che la Oliveri voglia tanto e con tale energia incontrarmi e se è per questo le ho già proposto una grigliata in campagna con le nostre famiglie dopo il ballottaggio, perché dei nostri confronti televisivi abbiamo riempito le case dei cittadini per tutto il mese di maggio. Credo che i nostri punti di differenza siano stati ben chiariti - conclude il presidente uscente di Palazzo Spinola -. Ora avrei preferito dedicarci a dare una informazione corretta e completa, e , per quanto mi sforzi e per quanto stimi la mia avversaria, non riesco a immaginare per quale ragione dovrei temere questi benedetti faccia a faccia. Comunque, comunico che, a partire da oggi, ogni santo giorno andrà in onda un confronto televisivo sulle varie emittenti pubbliche e private locali. Con buona pace della polemica sulla "fuga ai confronti"». Immediata la replica di Renata Oliveri: «Non mi pare il caso di polemizzare con il candidato della sinistra su chi vuole o non vuole i faccia a faccia. Ho accettato, pur rendendomi conto del tour de force per candidati e telespettatori, tutti gli inviti delle tv da subito, senza imporre condizioni. Anche perché - ribadisce Renata Oliveri - queste trasmissioni sono uno dei pochi mezzi a mia disposizione per far conoscere le differenze tra i rispettivi programmi. Io, a differenza del mio avversario, non ho a disposizione né tagli di nastri in extremis, né riunioni con la Croce Rossa, né uffici stampa della Provincia, né il settimanale televisivo Tabloid, né altri strumenti pagati dai contribuenti».