Faccia a faccia fra i duellanti Todt e Dennis

Jean: «La pace? Meno male che la stagione sta finendo, così potremo concentrarci sul 2008...» Ron: «Troppo presto, serve più tempo»

nostro inviato a Shangai

Uno accanto all’altro. Monsieur Jean Todt seduto due scalini sopra, mister Ron Dennis poco sotto. La Ferrari a fianco della McLaren, cilindri nazionalpopolari versus pistoni anglo-tedeschi. La tensione è palpabile.
Monsieur Todt, mister Dennis, avreste mai immaginato che un debuttante in F1 lottasse per il titolo mondiale?
JT: «Di solito un pilota di grande talento non debutta in un team vincente. Hamilton ha invece avuto questa opportunità e l’ha sfruttata molto bene».
RD: «È lo sport. Lewis ha infranto più record di qualsiasi altro esordiente nella storia della F1. I risultati ottenuti parlano da soli».
Come sono, ora, i rapporti tra Ferrari e McLaren? Potrà mai tornare la pace?
JT: «La vicenda che ci ha riguardato (la spy-story, ndr) è stata spiacevole e ha creato molta tensione. Ritengo che sia un bene che la stagione stia finendo; così potremo concentrarci sul 2008».
RD: «Solo il tempo potrà dire se il rapporto fra le nostre squadre si sarà definitivamente indebolito o potrà rinsaldarsi. Il tempo fa miracoli ma, lo comprenderete, quanto successo ci ha fatto male».
La McLaren potrebbe vincere il titolo piloti; la Ferrari, con la sentenza di Parigi, ha conquistato quello costruttori. Quale dei due è il più pulito?
JT: «Trovo inappropriato valutare se un titolo sia pulito o no. Era importante che il consiglio mondiale prendesse una decisione; l’ha fatto e noi la rispettiamo».
RD: «La sentenza del consiglio ci ha gravemente penalizzato. Noi, oggi, riteniamo che non ci fosse niente della Ferrari sulla nostra macchina. Per cui i nostri piloti hanno corso su auto a posto. Per cui i risultati sono puliti».
Il doping nel ciclismo, spy story, classifiche che cambiano, piloti sotto inchiesta in F1. Che cosa dite ai tifosi?
JT: «Ciò che conta è aver imparato da quanto accaduto così da garantire dei buoni campionati in futuro. Ma in pista lo show rimane bello».
RD: «La F1 è lo sport che amiamo e quando ci sono problemi cerchiamo di risolverli per poi guardare avanti. Ed è ciò che, ora, vogliamo fare tutti. Io per primo».