Faccia a faccia fra Novi e Carena

«Caro Giovanni, la mia carica è sempre a tua disposizione…»: è questo l'incipit della lettera con cui Sandro Carena si rivolgeva a Giovanni Novi dopo la fresca nomina a segretario generale dell'Authority di Genova. Una frase rituale che però preludeva a un rapporto di collaborazione duraturo. E invece sono bastati alcuni mesi perché arrivasse la richiesta di dimissioni da parte del presidente del porto, come anticipato tre settimane fa dal Giornale. Dimissioni che Carena ha rispedito al mittente. Ieri Novi è tornato all'attacco, confidando sul «buon senso» del segretario generale: «Ho parlato con lui al telefono e gli ho detto che è opportuno un cambiamento». La resa dei conti è vicina: il faccia a faccia si consumerà la prossima settimana, con il ritorno di Carena dalle vacanze. Poi la pratica passerà al Comitato portuale di settembre-ottobre che dovrà prendere una decisione sulle dimissioni del segretario generale. In quella sede usciranno allo scoperto le «fazioni» pro o contro Novi. A dire la verità il presidente avrebbe preferito soprassedere su Carena per non alimentare polemiche. Quello di ieri, d’altronde, è stato un confronto con la stampa per fare il punto sul Piano regolatore portuale e sull’Affresco di Renzo Piano. Il presidente ha ribadito che il progetto dell’architetto non blocca il Prp, anzi in alcuni casi ne esalta le peculiarità. Da quello originario del 2001 sono state stralciate solo due opere: l’ampliamento a ponente del Terminal di Voltri (Voltri 2), che ha ricevuto il veto da parte delle istituzioni locali, e il tombamento del porticciolo Duca degli Abruzzi, bloccato dal ministero dell’Ambiente. Il presidente dell’Authority ha poi comunicato che mercoledì il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha approvato il progetto per il nuovo terminal contenitori di Calata Bettolo: a fine agosto arriverà il bando di gara, in autunno apriranno i cantieri, fine dei lavori nel 2009, con un costo di 130 milioni di euro. Nel corso dell’anno saranno appaltati il sesto bacino di carenaggio, in progettazione preliminare, e la banchina di Ponte Parodi, i cui lavori inizieranno entro l'autunno, rispettivamente per un importo di 90 e 11 milioni di euro. Novi rassicura le riparazioni navali. «Nel prossimo Comitato portuale faremo il punto sull’ubicazione, ma per diversi anni le aziende potranno restare dove sono».