Alla faccia della trasparenza

Bentornati ad Affittopoli: se speravate
che qualcosa potesse cambiare in Italia, oggi siete
serviti. Dai radicali ai Comunisti italiani, dall’Udc a Rifondazione, ecco i partiti che
non hanno il problema del mutuo da pagare

Quaranta euro al mese, anzi per l’esattezza 41 euro e 39 centesimi al mese per un appartamento di cento metri in un quartiere centrale di Milano. Bentornati ad Affittopoli: se speravate che qualcosa potesse cambiare in Italia, oggi siete serviti. Dai radicali ai Comunisti italiani, dall’Udc a Rifondazione, ecco i partiti che non hanno il problema del mutuo da pagare. Al massimo un canone mensile, che però costa poco più di cappuccino e brioche. E se la maggior parte degli italiani da qualche tempo a questa parte guarda con terrore al rialzo dei tassi d’interesse, tranquillizzatevi: i partiti politici evidentemente non hanno questo problema. Il Comune di Milano offre loro sedi di lusso a prezzi ridicoli.

Si chiude il problema della casa, anche se così si rischia di aprire un nuovo casotto. Non è l’unica brutta notizia del genere, per la verità, che arriva oggi dal Palazzo. C’è il moralista Di Pietro che viene scoperto «abusivo» alla Camera e poi condonato a spese dello Stato (che dirà il suo amico Grillo?). C’è la storia divertente del ministero dell’Agricoltura che chiede il 5 per mille e trova il consenso di appena otto contribuenti. E soprattutto c’è la certezza che gli annunciati tagli alle comunità montane e agli enti locali si sono trasformati in una clamorosa retromarcia, con il ministro Santagata che ulula: «È una farsa». Esatto, è una farsa. Tanto per dire: a Milano c’è un inquilino privilegiato che da 14 anni paga 100 euro al mese. 14 anni, capite?Unneonato fa tempo ad andare al liceo in 14 anni. E qui, invece, non cambia nulla.

Ma vi pare? Come se non bastasse adesso ci aggiungono pure la presa in giro della trasparenza. Prendete il caso di Milano: annunciano che gli elenchi di chi affitta le case del Comune saranno resi pubblici, ma poi, di fatto, non rendono pubblico un beato nulla: né nomi, né numeri, né dati, né cifre. Quello che leggete in queste pagine lo hanno scovato i nostri cronisti, girando portone per portone. Alla faccia della trasparenza. E a proposito di farsa.