"Facciamo le primarie": Di Pietro e Vendola adesso pressano Bersani

Il leader di Sel e l'ex pm si candidano e accelerano sulle primarie. Bersani stretto nella morsa antepone il programma e spera ancora di allearsi con l'Udc di Casini<br />

Hai voglia a dire, come fa Bersani, che la piattaforma programmatica viene prima di tutto, anche prima delle primarie. Al contrario, c'è gente che spinge per farle, queste primarie. Cercando di sfruttare un momento in cui il segretario Bersani non gode della sua massima credibilità all'interno del suo stesso partito. Le ultime avvisaglie lasciano infatti intravedere malumori nei confronti della linea del segretario democratico e della sua indispensabilità.

"Non è scontato che Bersani sia il candidato del Pd alle future elezioni, anche se fossero nel 2012 - ha dichiarato Beppe Fioroni del Pd - Se si vogliono candidare anche altri importanti esponenti del partito non possiamo cacciarli. Dobbiamo aprire anche a loro, e questo indipendentemente dallo statuto". Già, perché in teoria lo statuto del Pd dice chiaramente che il candidato premier è il segretario in carica. Ma ultimamente la teoria si scontra con la pratica. Ed ecco allora che Nichi Vendola e Antonio Di Pietro sono passati nuovamente all'attacco.

"Nel caso si dovesse andare a votare riteniamo opportuno anche costruire attraverso le primarie la candidatura a premier", afferma il leader dell’Italia dei valori, in un’intervista al quotidiano online Affaritaliani.it, dichiarandosi pronto a candidarsi "come ha deciso a Pasqua un'assemblea generale del partito che ha approvato all’unanimità la mia candidatura alle primarie, qualora ci fossero".

Oltre a Di Pietro, anche il leader di Sel Nichi Vendola ha sempre detto di essere favorevole alle primarie e di volersi candidare. Ma è il tempo della realizzazione delle primarie che stupisce e potrebbe mettere spalle al muro quel Bersani sempre avvezzo a mettere il programma davanti a ogni cosa.

Gennaro Migliore di Sel ha infatti dichiarato a La Stampa che bisogna fare le primarie e farle entro gennaio. Insomma, Sel e Idv, dopo l'esperienza di Vasto e la bocciatura da parte di Casini del progetto del Nuovo Ulivo tentano di stringere nella morsa il leader del Pd. Non basta più il ruolo di subalternità cui sono relegati. Vendola e Di Pietro vogliono di più. Accelerano. E lo fanno proprio mentre Bersani e il Pd non hanno ancora chiuso, o almeno così pensano, la partita con il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.