Faenza cade sui derivati, in Italease finisce la sua era

L’ad presenta dimissioni irrevocabili dopo un’altra giornata terribile in Borsa (-15%). Giovedì il successore, Mazzega in pole position

da Milano

L’amministratore delegato Massimo Faenza abbandona la guida di Italease. Il banchiere ha consegnato ieri le proprie dimissioni «irrevocabili» al presidente Lucio Rondelli dopo un’altra giornata di passione in Piazza Affari. Schiacciato dalle vendite innescate dalla mina dei derivati (in pochi mesi l’esposizione del gruppo è quasi duplicata da 225 a 400 milioni), il titolo ha ceduto il 15,34% a 24,78 euro, dopo essere stato sospeso al ribasso. Intensi gli scambi (9,2% del capitale) mentre in due sedute la capitalizzazione è scesa da 3,3 a 2,2 miliardi.
Faenza ha rinunciato «con effetto immediato» a ogni delega operativa aprendo la strada al ricambio al vertice. L’ufficializzazione del nuovo ad sarà giovedì sul tavolo del cda ma, a meno di imprevisti, la scelta ricadrà sul direttore generale della Cassa di Risparmio di Venezia, Massimo Mazzega. Nel frattempo i poteri operativi saranno «spalmati» tra Rondelli e il direttore generale Antonio Ferraris. Sempre giovedì il board sarà chiamato a fare il punto sui prodotti derivati che Italease ha venduto a 4mila clienti circa. Strumenti che potrebbero aver favorito la crescita dei «margini» del gruppo: pochi giorni fa le dimissioni del responsabile dei derivati, Massimo Senandrei. L’addio di Faenza, che nelle scorse settimane era rimasto coinvolto anche nelle vicende giudiziarie di Danilo Coppola, segna la fine di un’epoca per Italease divenuta protagonista del leasing in Italia grazie a cinque acquisizioni (Mercantile leasing, Unico leasing, Bpl leasing, Leasimpresa, Kevios) in pochi anni e al recente asse con FonSai. Resta da capire quale sarà la buonuscita di Faenza.