Faglia vuole creare il «quartiere-discarica»

Nel piano del territorio «sponsorizzato» dal sindaco c’è anche un centro per la raccolta rifiuti a San Rocco

Quelli del Comune di Monza l’hanno nascosta a pagina 115 delle «schede-indicazioni per ambiti strategici». Ma «la realizzazione di un centro per la raccolta, deposito e smaltimento rifiuti urbani e industriali» non è un dettaglio che passa inosservato. Anzi, nel documento fondante del piano di governo del territorio ovvero delle scelte future dell’amministrazione comunale, quella paginetta diventa uno degli elementi che «inchioderanno il sindaco Michele Faglia alle sue responsabilità». Osvaldo Mangone, capogruppo di Fi, ne è certo: «Non solo questo pgt se approvato fa chiudere l’autodromo ma trasforma anche un intero quartiere, San Rocco, in un immondezzaio».
Già, secondo l’azzonamento deciso dai tecnici del settore programmazione e pianificazione territoriale dell’assessorato al Territorio, sull’area indicata come «ambito 74» sono «previste attività di raccolta, deposito e smaltimento di rifiuti solidi urbani e industriali» e, attenzione, sempre secondo la note della «scheda-indicazione per ambiti strategici», si tratta di «attività anche di interesse sovracomunale». Virgolettati della pubblica amministrazione che non sono affatto oscuri per gli abitanti di viale Enrico Fermi, via Sanquirico e via Carrà - quartiere San Rocco - coinvolti loro malgrado: «Vuol dire che questa zona è la futura discarica del Nord Milano e non solo per i rifiuti urbani ma pure per quelli industriali e, quindi, anche tossici». Che, in sintesi, significa innalzare barricate contro il sindaco-architetto Michele Faglia, l’assessore al Territorio Alfredo Viganò e tutti i consulenti pagati poco meno di 800mila euro dal Comune di Monza per redigere il piano di governo del territorio.
Ma c’è, racconta Mangone, un particolare che «meriterebbe un approfondimento»: «Chi beneficia di questa scelta dell’amministrazione comunale di Monza è anche chi ha partecipato a un sit-in promosso dalla Quercia contro la legge regionale che fissa le nuove norme urbanistiche». Sorpresa: «Il beneficiario non gradisce la nuova legge regionale e applaude invece al pgt del duo Faglia & Viganò, dove si tenta di scollimare dalle norme imposte dalla Regione e fissarne di nuove». Niente da eccepire, naturalmente, negli uffici comunali di piazza Trento e Trieste dove, stamani, si fisseranno i futuri appuntamenti consiliari per l’approvazione del pgt: «Appuntamento disertato dalla Casa delle libertà. Attendiamo le scuse di quel pinocchietto del sindaco per tutte le furbate e cafonate che abbiamo dovuto sopportare in questi mesi» chiosa Dario Allevi, capogruppo di An. Come dire: «È impensabile fidarsi di Faglia e dei suoi pasdaran che sulle cronache dei giornali amici vagheggiano di dialogo ma poi, in giunta, varano delibere fuorilegge: atti che sulle salvaguardie disattendono la legge regionale» aggiunge Allevi.
Linea dura, dunque: in aula con la Casa delle libertà impegnata a impedire l’approvazione di questo pgt che creerebbe solo danni irreversibili a Monza e fuori, nella città, con interi quartieri - San Rocco, ad esempio - pronti a innalzare le barricate. Fotografia di una città al voto tra meno di un anno e dove, sui muri, c’è una scritta che la dice lunga: «Faglia non sei un sindaco ma un pinocchietto».