Fai, visite al Castello in sette lingue

Sono gli stranieri residenti in città i protagonisti della Giornata di Primavera del Fai, prevista per questo week end. Per la prima volta saranno organizzate visite guidate in 7 lingue diverse- italiano, inglese, spagnolo, romeno, tagalog che si parla in una parte delle Filippine, albanese, arabo e russo - al Castello Sforzesco. L’iniziativa, che replica quella dello scorso anno di Brescia, vede il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune e di quello della Lombardia in collaborazione all’associazione «Amici del Fai».
L’idea di organizzare una giornata del Fai per gli stranieri, 200mila, di cui 50mila minorenni, di 153 nazionalità diverse, nasce dalla considerazione che in un futuro non troppo lontano anche questi nuovi cittadini saranno chiamati a tutelare il patrimonio storico culturale italiano. «Il nostro progetto - spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory - punta a offrire una democrazia estetica, a integrare lo straniero e la sua lingua nell’antichissima e ancora potente tradizione culturale milanese e italiana e, infine, a far vedere, con occhi diversi, perché senza formazione del gusto non ci può essere informazione culturale». Iniziativa che non è certo piaciuta a Matteo Salvini capogruppo della Lega in Comune e che ha presentato un’interrogazione urgente a Finazzer Flory per conoscere il costo che il Comune sosterrà per le visite in lingua.«Speriamo che l’anno prossimo - commenta Salvini - si pensi anche a quelle minoranze che parlano il dialetto milanese».
Gli stranieri potranno godere delle visite guidate al Castello Sforzesco e alle collezioni dei Musei Civici, solo sabato alle 14 e alle 17,30. Tutti sono chiamati a visitare gioielli non accessibili al pubblico e a dare il loro, anche se piccolo, contributo al Fai (per info 0321/443553 o www.fondoambiente.it). «Il senso di questa giornata- spiega Giulia Maria Crespi, presidente del Fai - è far capire alla gente che il patrimonio storico artistico, anche se privato, è di tutti. Solo capendo questo ci si innamora di questi luoghi, di cui i politici di destra e di sinistra si interessano poco, come dimostra lo squallore delle periferie».
Ecco allora che i milanesi potranno conoscere la storia e apprezzare la bellezza della nuova università Bocconi di viale Bligny, progettata dallo studio Grafton, definita da Marco Magnifico, direttore culturale Fai «un fior di progetto», ma anche edifici storici, come Palazzo Edison, in foro Bonaparte, con le sue splendide sale, quella degli Azionisti e quella degli Analisti, sormontate dalle vetrate gemelle in stile Liberty. I milanesi potranno anche «provare l’emozione di ammirare - commenta Magnifico - e di camminare in luoghi dove non si entra» come la Sala Federiciana e il cortile degli Spiriti Magni della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Nella lista anche la Fonderia Artistica Battaglia dove Manzù, Pomodoro e Fontana scelsero di fondere le loro opere.