Faida tra giovani Uccidono un 23enne e ne bruciano il corpo

La vittima era incensurata Per gli investigatori possibile un movente passionale

Gaetano Ravanà

da Racalmuto (Agrigento)

È stato stordito alla testa con un oggetto contundente e poi bruciato. È questa la triste fine di giovane di Racalmuto, Simone Ferrauto, di 23 anni trovato cadavere nella tarda mattinata di ieri in contrada Oliva nei pressi del cimitero comunale del paese. La macabra scoperta del ragazzo che lavorava in una ditta produttrice di cavi elettrici è stata fatta dai carabinieri dopo una telefonata anonima al 112.
Il ragazzo non ha mai avuto problemi con la giustizia. I carabinieri che svolgono le indagini hanno già sentito amici e conoscenti della vittima nel tentativo di ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo. E sembra che sabato sera Ferrauto fosse rimasto coinvolto in una violenta rissa.
Gli investigatori avrebbero già individuato alcuni coetanei della vittima che si sono resi irreperibili e sono tuttora ricercati. L’ipotesi più probabile è che Simone Ferrauto sia stato costretto con la forza a seguire alcuni giovani in contrada Oliva, dove sarebbe stato percosso violentemente e infine bruciato. Ma non si escludono altre piste come quella passionale. Una cosa è certa: gli inquirenti escludono l’omicidio a sfondo mafioso.
Il corpo senza vita del ragazzo è stato ritrovato in una fossa profonda oltre due metri poco distante dalla sua auto. Ora i resti di Simone Farrauto si trovano nella sala mortuaria del cimitero di Agrigento dove domani il perito effettuerà l’autopsia. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore del Tribunale di Agrigento, Lucia Brescia.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Racalmuto, Gigi Restivo che ha allertato la collettività sulla gravità di questa vicenda. «Una giovane vita spenta, in questo orribile e atroce modo, deve spingerci tutti a riflettere sulle ragioni e sull’intensità del nostro impegno - ha detto il sindaco -. Da più di due anni, insieme con tutte le istituzioni locali – Comune, Chiesa, scuola, associazionismo -, spronati dal vescovo, Mons. Carmelo Ferraro, avevamo intrapreso un percorso di conoscenza sul disagio giovanile locale. Alcol, droga, assenza di valori erano i soli punti di riferimento di un gruppo sempre più nutrito di ragazzi. I segnali del malessere li avevamo già colti ma nessuno poteva pensare che tale disagio potesse esplodere in forme così estreme. Oggi – prosegue il sindaco – chiederò al prefetto la convocazione di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica».