Il fairplay di José: «Questa coppa è anche di Mancini»

«Senza i successi di Roberto non avrei giocato questa gara»

da Milano

José Mourinho appare contento e rilassato alla sua prima vittoria sulla panchina dell’Inter. Al primo colpo, come sperava, come desiderava. Non c’è modo migliore di iniziare l’avventura a Milano, anche perché la vittoria, per come è arrivata, è una piccola sorpresa per lui: «Finora in carriera coi rigori non mi era andata bene, avevo perso una Supercoppa inglese e una semifinale di Champions, finalmente mi è andata bene. Abbiamo disputato un primo tempo fantastico dimostrando che si può vincere e giocare bene. L’unica cosa che non mi è andata giù è il secondo gol loro, prendere una rete in quel modo non dovrebbe mai accadere. Oggi bisogna fare i complimenti a tre grandi squadre: noi, la Roma e gli arbitri». Non è ancora contento dell’organizzazione tattica della squadra, ma pian piano si sta avvicinando a quella che potrà essere la sua creatura nerazzurra: «La prima mezz’ora è stata molto buona ma la squadra che voglio io segna due, tre gol senza prenderne. Nel secondo tempo abbiamo controllato abbastanza bene la gara, e nei tempi supplementari la Roma ha fatto ben poco. Poi ai rigori è tutta una lotteria, io ho comunque detto ai miei ragazzi che non c’era nulla di cui aver paura». Altre annotazioni tattiche: «Sono molto contento di come la squadra si sia adattata a nuove situazioni tattiche. Con Balotelli in campo è diverso, lui gioca più vicino al centravanti e infatti ha fatto un gran gol». Una battuta sul mercato: «Penso che per l’equilibrio della squadra solo due ali come Figo e Mancini non bastino, noi allenatori siamo incontentabili me ne rendo conto. Ma nessuna paura, all’occorrenza sappiamo giocare diversamente». L’emozione del debutto a San Siro l’ha solo sfiorato: «Ci ero stato quando ero secondo allenatore al Porto. Certo, è stato bello ma mi interesserà di più Inter-Catania alla seconda giornata: secondo la mia statistica sono a 99 partite in casa senza perdere, mi piacerebbe arrivare a 100». Una carezza al suo predecessore: «Se Mancini non avesse vinto il campionato scorso, io non avrei potuto giocare e vincere questa Supercoppa perciò dobbiamo ringraziare anche lui». Durante l’intervista con la Rai ha anche parlato con Valentina Vezzali, che gli ha chiesto dove farà arrivare l’Inter e cosa ne pensa del calcio olimpico: «L’Inter si giocherà il campionato con Juventus, Milan, Roma e chissà cosa può fare la Fiorentina. In Champions la situazione è diversa, ci sono dodici squadre che possono vincerla ma tenteremo di arrivare in fondo anche lì. Il calcio è la mia più grande passione ma sarebbe bello inserire l’hockey a rotelle, così il Portogallo guadagnerebbe qualche oro in più!». Infine una parola anche su Shevchenko: «Non posso augurargli cose belle, perché il Milan è un nostro avversario. Ma se lui diventasse capocannoniere di coppa Uefa sarei contento per lui. Evidentemente al Chelsea non si trovava bene, perciò ha fatto bene a tornare a casa». Gli sconfitti non escono a testa bassa. Prendete Bruno Conti, comunque contento: «Potevamo anche vincere ma queste sono due grandi squadre, poi i rigori, si sa, possono premiare l’una o l’altra. Io sono particolarmente orgoglioso di questo gruppo. Lo sarà anche il presidente Sensi».