Faissola ringrazia Bazoli e Geronzi

I cinque saggi si sono incontrati a cena due sere fa. A Palazzo Altieri, sede dell’Abi. E hanno deciso un metodo. Vista l’impossibilità di trovare un candidato che coauguli il 75% dei consensi, i saggi si faranno carico di proporre il candidato che ha raggiunto la maggioranza assoluta dei 34 membri del comitato esecutivo. Si tratta di Corrado Faissola, numero uno della banca Lombarda. Sponsorizzato da Gianni Bazoli, che è anche uno dei saggi, e molto apprezzato da Enrico Salza del San Paolo. Roberto Mazzotta, il secondo per gradimento, esce dunque di scena. Ma la vicenda assume contorni che vanno oltre la semplice partita per quella che fino a ieri era una lobby, sia pure importante, ma dallo scarso peso politico. Con la scelta dell’abile avvocato, ormai bresciano ma di nascita ligure, i grandi gruppi bancari hanno ritenuto di mantenere la propria associazione sostanzialmente in un ruolo sindacale.
Sotto il profilo delle grandi alleanze bancarie c’è invece da registrare la ritrovata sintonia (o forse sarebbe meglio dire, la confermata sintonia) tra Bazoli e Cesare Geronzi, il numero uno di Capitalia. Rispetto al 31 di maggio, in cui i saggi si videro facendo il punto delle consultazioni, nella cena di Palazzo Altieri è emerso con chiarezza come i grandi gruppi bancari siano concordi, anche se per motivi diversi, su Faissola. Con l’eccezione importante di Alessandro Profumo che nonostante avesse un candidato in casa, Carlo Salvatori, non vede male la candidatura di Mazzotta.
Il binomio Capitalia-Intesa con i torinesi del SanPaolo e a seguire le altre grandi banche ha vinto. Anche per le divisioni delle popolari da cui proviene Mazzotta. Guardando a quel risiko bancario sull’asse Roma Milano che sembra però allontanarsi.