Da «Falce e martello» a «Funghi e tortello»

«Avevamo concordato con la senatrice Barbara Contini un incontro con il presidente Gianfranco Fini, a margine dell'evento organizzato dai giovani volontari di Janua al Palazzo della Meridiana. Eravamo un centinaio. Quasi tutti delusi dalla gestione locale del partito. Dopo soli pochi minuti, quando tre cittadini avevano appena finito i loro civili e brevi interventi, la terza carica dello Stato, ha realizzato una caduta di stile imperdonabile, choccando i presenti. Da cittadino, rimasto muto all'incontro, ma apostrofato, impersonalmente, in maniera inaccettabile, mi sento di esternare tristezza. E la mia protesta. Non voterò e non appoggerò mai più quel partito».
Quella di Fini doveva essere la giornata della «coesione» politica. Anche fra le varie anime del partito genovese e non soltanto quella nazionale, in polemica con Bossi oppure a favore degli extracomunitari e dei figli di extracomunitari: «Intollerabile la legge attuale che consente di avere la cittadinanza solo dopo i 18 anni». Invece, poco dopo essere sbarcato a Genova, quello di Fini è stato un altro «d-day» della fuga da Fli.
«Fino a poco tempo fa ero di Alleanza Monarchica - racconta l'avvocato Michele Forino - mi sono iscritto insieme a tanti altri amici a Fli, nella convinzione (...)