Falchi, Silvstedt e Banfi aprono le sale anche durante l’estate

I fratelli Vanzina pronti al primo ciak del loro film "balneare". Sfumata l’idea di affidare gli episodi a sette registi diversi

Roma - Come vogliamo chiamarlo: cine-cocomero, cine-gelato, cine-granita? Cine-cassata no, suona male. L'idea, rincorsa da anni e mai realizzata, è semplice: inventarsi qualcosa di popolare per non lasciare l'estate al dominio di quei due o tre filmoni hollywoodiani capaci di fare il pieno di pubblico (quest'anno Indiana Jones a fine maggio, Hulk a giugno, Batman a luglio). Ecco, allora, Un'estate al mare dei Vanzina, sette episodi balneari, qua e là per l'Italia, cuciti da un filo comune, che poi è il sesso da ridere, sotto il segno dell'amabile canzone portata al successo da Giuni Russo nel 1982. Ricordate? «Un'estate al mare / voglia di remare / fare il bagno al largo/ per vedere da lontano/ gli ombrelloni-oni-oni». Uscita prevista, in centinaia di copie: venerdì 27 giugno. Insomma, l'altra faccia del cine-panettone, ma seguendo la stessa formula corale, allegra e caciarona, magari recuperando qualcosa del fortunato filone in voga sul finire degli anni Cinquanta, da Costa Azzurra a Brevi amori a Palma di Maiorca. Del resto, chi meglio dei fratelli di Sapore di mare poteva cimentarsi con la sfida lanciata nella diffidenza di molti.

Stavolta i Vanzina hanno deciso di non parlare, rinviando tutto alla conferenza stampa del 28 marzo; in quell’occasione, a tre giorni dal primo ciak, saranno resi noti dettagli, sinossi, composizione definitiva delle coppie. A dirla tutta, i due avrebbero voluto affidare ogni sketch a un regista diverso, come si faceva una volta, ai tempi di papà Steno. «Invece ce lo facciamo da soli, perché non siamo riusciti a metterli d'accordo», ha confessato Carlo a Vanity Fair, con una punta di dispiacere.

Naturalmente, la ricetta è la solita: bei panorami, donne formose, uomini cornificati, solleone, il sale sulla pelle, un occhio ai dialetti per coprire aree geografiche diverse, un pizzico di commedia sociale, perché i Vanzina restano osservatori caustici e attenti anche quando la buttano in barzelletta.

I due fratelli stanno dando gli ultimi ritocchi al cast proprio in queste ore. Ma molto è già stato svelato dal sito specializzato Cinemotore. Si parte da Peschici, sul Gargano, il 31 marzo, con l'episodio Il conte di Montecristo che affianca Lino Banfi e Victoria Silvstedt, lui ex cameriere emigrato in Svezia e tornato ricco e spietato al paesello, appunto come Edmond Dantès, lei presunta moglie statuaria e non proprio fedele. Poi, seguendo il serrato piano di lavorazione, la troupe si trasferirà ad Ischia, dove, sotto il titolo Extra large, il marito parassita Ezio Greggio si destreggia tra la ricca/cicciona moglie cantante d'opera e la formosa/romantica violinista Anna Falchi, riuscendo infine a farsi mollare da entrambe.

Altri luoghi, altri comici, con Gigi Proietti chiamato a fare da collante tra i singoli episodi. A Capri sarà di scena Biagio Izzo, nei panni di tal Dudù, che si finge gay per attirare clienti danarosi nel suo negozio in piazzetta, senza immaginare che una sventolona americana, infelicemente sposata, si invaghirà di lui con esiti inattesi. Gli amanti Enrico Brignano e Nancy Brilli potrebbero restare intrappolati in ascensore (un classico della commedia ferragostana) mentre la città si svuota e tutti si mettono in fila sulla Pontina verso San Felice Circeo; Enzo Salvi, nei panni di uno squattrinato millantatore, dai tratti coatti, si misura col figlio adolescente che lo crede ben introdotto in società. Immancabile il toscano Massimo Ceccherini, accanto al complice e amico Alessandro Paci, nello sketch ambientato a Forte dei Marmi.

Fin qui le indiscrezioni, e chissà che nel frattempo non si siano aggiunti storie e personaggi, perché i due fratelli amano ritoccare i loro copioni fino all'ultimo minuto, per cogliere tic verbali, nuove cafonerie, riflessi antropologici. Di sicuro, dopo l'insuccesso commerciale del pur coraggioso 2061. Un anno eccezionale, i Vanzina tornano ad essere più che mai Vacanzina, come vennero ribattezzati ai tempi dei loro successi storici. Oggi il 57enne Carlo e il 59enne Enrico ci riprovano, sicuri di aver ancora tante Italie da raccontare e sfotticchiare. Funzionerà? L'impegno di Medusa è notevole, il lancio sarà all'altezza. Ne è convinto il press-agent Enrico Lucherini, che ha sposato l'impresa: «Non si vive di solo Batman. Il cine-cocomero sarà un successo. Costa meno dei film di Natale e farà da battistrada».