Falconara, tolti alla madre altri due figli

È tarda sera, venerdì, quando per Paola arriva la seconda notizia terribile, dopo che la scorsa settimana suo figlio T., 11 anni, è stato prelevato da una scuola di Falconara per allontanarlo dalla famiglia. Non solo il Tribunale dei minori di Ancona ha deciso che il bambino deve rimanere in comunità protetta, ma alla donna di 36 anni è stata tolta anche la patria potestà di altri due figli. Una, di 7 anni, è stata affidata ai nonni paterni, l’altro, di 16, rimane a casa seguito però da un educatore. Paola, che ha una quarta figlia di 19 anni, denuncia: «Non mi è stato comunicato nulla in via ufficiale, l’ho scoperto da Internet. Lo choc è stato tale, che sono svenuta, ho battuto la testa e sono finita in ospedale per un trauma cranico».
Il Comune ha tolto con urgenza T. alla madre su richiesta degli assistenti sociali. Il motivo sarebbe lo stato di abbandono in cui viveva. Paola, ex infermiera che sta per aprire un bar, è accusata di aver trascurato i figli e di averli lasciati spesso soli. Secondo fonti giudiziarie, T. è stato visto più volte sporco e ha chiesto da mangiare ai vicini. La madre nega, «in un caso solo ha bussato al vicino perché aveva sete», e risponde che in sua assenza ha sempre affidato i figli ai parenti stretti. «Abbiamo ricevuto - ha dichiarato il sindaco Goffredo Brandoni nel pomeriggio di venerdì - il decreto del tribunale dei minori che in camera di consiglio ha disposto la messa in sicurezza del bambino. Il fascicolo va avanti da molti anni, è molto ben motivato e dà conto con precisione della reale situazione in cui si trova il minore. Non ci sono né vincitori né vinti, c’è solo un provvedimento dell’autorità giudiziaria che tutela il minore, cui deve essere garantita la possibilità di vivere in un ambiente sereno». Paola e i suoi legali contestano che a loro non è stato notificato alcun atto, il cui contenuto è già noto al sindaco ed è finito sui giornali locali. «In più mia figlia piccola vive già da luglio in Puglia con i nonni paterni - sottolinea Paola -, ma lo abbiamo deciso di comune accordo». Il presidente del tribunale minorile, Ornella Riccio, invita a «spegnere il riflettori sulla vicenda, perché bisogna preoccuparsi del benessere dei bambini e non dare spazio alle pretese dei genitori, che purtroppo non sempre sono legittime». Intanto i giudici cercano una sistemazione per T. Il padre e i suoi genitori non vogliono tenerlo, mentre quelli di Paola, che abitano a pochi passi da lei e si occupano spesso dei nipoti, ne chiedono l’affidamento. «La patria potestà è solo sospesa, ora verrà valutata l’effettiva situazione», precisa Davide Toccaceli, avvocato dei nonni materni. Finché non sarà notificata la decisione del tribunale però, la famiglia non può fare ricorso.