Fallaci, l’ultimo sfregio della sinistra «A Firenze nessuna via col suo nome»

La maggioranza targata Unione non firma l’ordine del giorno per dedicare una strada alla giornalista. Per protesta la Cdl abbandona il consiglio comunale

Andrea Marrucci

da Firenze

«Firenze ingrata». Così Franco Zeffirelli aveva apostrofato la città all’indomani della scomparsa di Oriana Fallaci. Un’ingratitudine che ieri il centrosinistra ha ribadito in consiglio comunale. Sui tavoli di Palazzo Vecchio c’era infatti l’ordine del giorno dei consiglieri della Casa delle libertà che chiedevano l’intitolazione di una via o di una piazza alla scrittrice fiorentina. Il documento però non è stato sottoscritto da tutti i capogruppo e così non è stata possibile la discussione in aula. Un’ostruzione che ha fatto infuriare i consiglieri della Casa delle libertà che hanno abbandonato il consiglio comunale per protestare contro la maggioranza di centrosinistra. «Dopo la commemorazione della grande scrittrice, il documento - ha spiegato il capogruppo e senatore di Forza Italia Paolo Amato - non è stato sottoscritto da tutti i capigruppo e dunque non è stata possibile la discussione. Il centrosinistra evidentemente non vuole che il nome di Oriana Fallaci possa essere iscritto sulle pietre di Firenze».
Prima era stato osservato un minuto di raccoglimento e i consiglieri si era espressi in ricordo della grande scrittrice ma «finché si è trattato di dare riconoscimenti tardivi e retorici tutto bene - ha tuonato Paolo Amato -, ma quando si è giunti al punto cruciale di tradurre tali riconoscimenti formali in atti concreti la maggioranza di centrosinistra ha tolto la sua maschera buonista mostrando, ancora una volta, tutta la propria ostilità ad Oriana Fallaci». Il ricordo che la città tributerà all’illustre concittadina sarà dunque soltanto «un convegno ad alto livello sulla figura di Oriana Fallaci perché Firenze non aveva e non ha un sentimento diffuso di ostilità o di odio nei suoi confronti, e credo sia giusto che la ricordi in questo modo» ha sostenuto il sindaco Leonardo Domenici.
Se l’è cavata così il primo cittadino che non aveva mancato di definire Oriana Fallaci «una fiorentina illustre, una giornalista importante, una scrittrice brava ed efficace, una inviata di guerra tanto coraggiosa da sfiorare la temerarietà». Belle parole ma nessun ricordo concreto anche di fronte alle tante critiche rivolte a una città definita indifferente: «Ieri ho parlato con la sorella Paola - ha ammesso Domenici -: un colloquio breve, intenso e rispettoso. Lei, pur precisando che non c’era alcun riferimento personale, mi ha parlato della “ingratitudine della città di Firenze nei confronti di Oriana”. Ebbene, devo dire che sono stati molti i fiorentini illustri che hanno sentito questa ingratitudine, vera o presunta che fosse. Ma come sindaco e con molta chiarezza dico che Firenze non aveva e non ha un sentimento diffuso di ostilità o di odio verso Oriana Fallaci. E proprio per questo, credo sia giusto che la città la ricordi. Discutiamo come, ognuno avanzerà la proprie proposte, ne parleremo».
Intanto però sull’ordine del giorno della Cdl, la discussione non c’è stata. Sul convegno in ricordo di Oriana Fallaci, il sindaco ha svelato che si tratterà «di una iniziativa culturale di alto livello sulla sua figura, così come venne fatto dopo la scomparsa di Indro Montanelli, con il Gabinetto Vieusseux e la Fondazione del Corriere della Sera. Ne ho parlato con il presidente e il direttore del Vieusseux e con il condirettore del Corriere della Sera Paolo Ermini, che è fiorentino. Una iniziativa a cui chiamare anche personaggi che hanno un punto di vista diverso da lei, perché credo che la cosa che le piaceva di più fosse provocare la discussione». Ieri la vera dimostrazione d’affetto è stata rappresentata dal via vai al cimitero agli Allori dove, domenica scorsa, è stata seppellita la scrittrice fiorentina.