La Fallaci: «La medaglia d’oro mi commuove»

La scrittrice: «Dopo anni di insulti, ringrazio gli italiani che mi ascoltano e amano la patria»

«Come dice il messaggio col quale ringrazio il presidente della Repubblica e il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, la medaglia d’oro che riceverò al Quirinale e che da oltre mezzo secolo viene conferita a cittadini giudicati benemeriti nel campo della Cultura mi onora profondamente». È quanto afferma in un messaggio la scrittrice e giornalista Oriana Fallaci che oggi sarà insignita dal presidente della Repubblica della medaglia d’oro per la cultura.
«Nel medesimo tempo, essendo consegnata dalla massima autorità dello Stato su proposta del ministro che tutela il sapere dei giovani, mi commuove - prosegue la Fallaci - perché gratifica la mia fatica di scrittore e di giornalista, il mio impegno a difesa della nostra cultura, il mio amore per il mio Paese e per la Libertà. Ed anche perché, come il Taylor Award assegnatomi di recente negli Stati Uniti dal “Center for the Study of Popular Culture” e come l’Ambrogino d’oro attribuitomi dalla città di Milano, questo accade dopo anni di incivili attacchi alle mie lotte e alla mia persona. Anni di insulti volgari, aggressioni fasciste, demonizzazioni maccartiste, illiberalità e dispotismi da Caccia alle Streghe».
«Le attuali e ormai note ragioni di salute - afferma inoltre la scrittrice - mi impediscono di viaggiare e ritirare direttamente un omaggio che per me, donna poco abituata alle medaglie e poco incline ai trofei, ha un intenso significato etico e morale. Ma a mio nome esso verrà ritirato da un italiano per cui ho grande rispetto, e a lui ho chiesto di esprimere i miei ringraziamenti al presidente della Repubblica e a Letizia Moratti».
«Ringrazio anche tutti gli italiani - conclude la breve nota della Fallaci - che a faccia aperta si battono per la Libertà, contro le minacce dell’altrui schiavitù. Che con convinzione credono nella nostra cultura, la proteggono dalle insidie dell’altrui incultura. Che con orgoglio amano la nostra Patria. Che senza paura mi ascoltano e mi vogliono bene».