La Fallaci dal Papa: diventa un caso l’udienza segreta

Andrea Tornielli

da Roma

Benedetto XVI ha incontrato Oriana Fallaci. L’incontro, privato e riservato, tra Papa Ratzinger e la giornalista che in questi ultimi anni ha denunciato il pericolo del fondamentalismo islamico, è avvenuto a Castelgandolfo sabato scorso. A rivelarlo è stata l’agenzia Apcom, e la diffusione della notizia è stata accolta con un certo imbarazzo in Vaticano, da dove fanno sapere che si è trattato di un incontro di «carattere privato», che non è durato a lungo e che è avvenuto «su richiesta della signora Fallaci». Da quanto si apprende da fonti vaticane, un ruolo decisivo nell’ottenere l’udienza è stato svolto dal vescovo Rino Fisichella, rettore della Lateranense e cappellano di Montecitorio.
La scrittrice, che oltre alla dura lotta contro il fanatismo di matrice musulmana ne sta combattendo un’altra durissima contro il cancro, aveva già da mesi espresso il desiderio di incontrare Ratzinger. Nella sua elezione, la Fallaci aveva visto un cambiamento di rotta rispetto alla posizione tenuta da Giovanni Paolo II nei rapporti con l’islam.
Un segnale preciso da parte della scrittrice che da molti anni si definisce «atea cristiana», era stato l’articolo da lei pubblicato sul Corriere della Sera alla vigilia del referendum sulla fecondazione assistita, nel quale si esprimeva a favore dell’astensione: «Ha ragione Ratzinger (grazie, Santità, d’aver sempre il coraggio di dire pane al pane e vino al vino) quando scrive che il Progresso... incomincia a essere una minaccia per il genere umano».
Un altro passo di avvicinamento è stato rappresentato dall’intervista concessa due settimane dopo al Wall Street Journal: «Mi sento meno sola quando leggo i libri di Ratzinger. Io sono atea, e se un’atea e un Papa pensano la stessa cosa ci deve essere qualcosa di vero. È semplicissimo! Qui ci deve essere qualche verità umana che va al di là della religione». Ed era stato proprio il vescovo Fisichella, intervistato dal quotidiano di via Solferino, a commentare così quell’apprezzamento: «Non posso non provare un sentimento di contentezza intellettuale nel vedere una concordanza espressa così vivamente». Poi, dopo gli attentati di Londra, la giornalista aveva dato segno di non apprezzare le parole con le quali Benedetto XVI aveva ribadito la necessità del dialogo con i musulmani in continuità con il predecessore. «Quando tre giorni dopo la nuova strage Papa Ratzinger ha rilanciato il tema del dialogo – ha scritto la Fallaci – sono rimasta di sasso. Santità, Le parla una persona che La ammira molto. Che Le vuole bene, che Le dà ragione su un mucchio di cose... Però il seguente interrogativo devo porlo lo stesso: crede davvero che i musulmani accettino un dialogo coi cristiani, anzi con le altre religioni o con gli atei come me? Crede davvero che possano cambiare, ravvedersi, smettere di seminar bombe?».
Si può dunque immaginare che l’incontro che la giornalista ha avuto con il Papa sia stata l’occasione per proseguire il confronto su questi temi. In passato lo stesso quotidiano della Santa Sede non aveva mancato di criticare toni e contenuti degli scritti di Oriana Fallaci, definendo «sconcertanti» le accuse contro Wojtyla nei saggi pubblicati dopo l’11 settembre. Di certo Benedetto XVI ha tenuto a precisare che non è in corso «alcuna guerra di religione» e proprio a Colonia, incontrando la comunità musulmana ha detto ai suoi interlocutori: «Cari amici, sono profondamente convinto che dobbiamo affermare, senza cedimenti alle pressioni negative dell’ambiente, i valori del rispetto reciproco, della solidarietà e della pace».