Un fallimento il corteo dei no global: soltanto trecento in piazza Alimonda

Cori contro la Digos e a favore di don Vitaliano

(...) al traffico, linee dei bus deviate, automobilisti e centauri inferociti per un venerdì di straordinario disagio. A partire dal primo pomeriggio quando dal Carlini con un leggero ritardo sulla tabella di marcia (partenza alle 15,10 anzichè alle 14,30) è partito il corteo organizzato dal comitato «Piazza Carlo Giuliani», diretto in piazza Alimonda. Non più di 200 persone si sono lasciate alle spalle lo stadio dove in cinquanta avevano dormito la notte prima, per iniziare quella che Giuliano Giuliani aveva ribattezzato come «una passeggiata musicale». In fila al corteo il furgoncino rosso Iveco messo a disposizione dalla Compagnia unica del porto sul quale hanno preso posto i dj con tutti i loro attrezzi musicali (chitarre elettriche e tamburi). Dietro al camion, il variopinto popolo no global, più silenzioso e dimesso del solito, forse per la calura opprimente che ha accompagnato i manifestanti durante tutto il percorso. Nel corteo, oltre al padre e alla madre di Carlo Giuliani, molti parlamentari, da Vittorio Agnoletto a Francesco Caruso e Giovanni Migliore. A vigilare con discrezione la folla un numero massiccio di forze dell’ordine (almeno un centinaio di agenti) che hanno controllato la zona in modo capillare, tenendosi però a una certa distanza dai manifestanti. Secondo un clichè ormai consolidato non sono mancati i cori contro polizia, digos e carabinieri, mentre altri motivetti hanno inneggiato a don Vitaliano. Al prete no global i compagni hanno dedicato «Lasciatemi cantare» di Toto Cutugno, riveduta e corretta (si fa per dire) così: «Sarò sincero è meglio Vitaliano che un italiano vero». Con discutibile riferimento a Fabrizio Quattrocchi. Mentre il corteo si snodava lentamente lungo Corso Europa qualche motociclista spazientito ha «mandato a lavorare» i manifestanti, che hanno ricambiato l’invito in modo inequivocabile. Quindi il classico «Carlo è vivo e lotta insieme a noi» seguito dalla canzone dei partigiani «Bella Ciao». In mezzo al corteo immancabile la bandiera del Che Guevara e i vessilli di Rifondazione comunista. Poche le bandiere della pace. Tanti gli striscioni contro il governo Prodi e l’ex capo della Polizia De Gennaro. Con qualche momento di involontaria ironia, quando il «capo coro» ha ringraziato la Compagnia unica del porto per aver concesso il camioncino della Iveco: «Spesso vale più un gesto come questo che l’assegno di un parlamentare». Sul volto degli onorevoli Caruso e Agnoletto è comparso un lieve rossore. Lo stesso dopo aver sentito i no global scandire cori contro il marchio Fiat, dimenticandosi che il furgoncino che li accompagnava in piazza Alimonda era della Iveco, quindi Fiat. Pochi minuti dopo le 16 i manifestanti sono arrivati in piazza Alimonda dove si era assembrata una piccola folla di persone (100 o giù di lì). Tutto liscio, salvo una piccola contestazione alle telecamere de La 7 cha stava girando la diretta sulla manifestazione per l’anniversario della morte di Carlo Giuliani. Le persone presenti in piazza hanno chiesto di non essere riprese e uno, un po’ più esagitato degli altri, ha urlato alla troupe sul palco: «Qui stiamo commemorando la morte di un ragazzo, voi dove eravate sei anni fa?». Ma la contestazione è subito rientrata. Alle 17,27 un applauso di due minuti ha scandito l’ora in cui sei anni fa in piazza Alimonda morì Carlo Giuliani. Altri applausi sono piovuti sulla testa di don Andrea Gallo, «una stella che brilla per noi» secondo i no global. Intorno alle 18 circa 200 persone, tutte o quasi appartenenti al network «In movimento» si sono recate davanti alla questura con un corteo non autorizzato. E poco gradito agli stessi genovesi che a quell’ora rientravano a casa. C’è mancato poco che un paio di vigili in viale Brigate Bisagno non venissero messi sotto dagli automobilisti invitati a lasciare passare il corteo non autorizzato. Solo verso le 19 la situazione si è normalizzata e il traffico ha ripreso a scorrere regolarmente.