Dopo il fallimento delle elezioni Fini rischia di perdere pure il Fli

In vista dei ballottaggi a Milano e Napoli il Terzo Polo decide di non appoggiare nessun candidato. Palmeri: "Un cambiamento nei
confronti di chi ha
governato finora ma che non è certo Pisapia". Ma le colombe fremono e preparano lo strappo. Fini è costretto e convocare per venerdì mattina l’assemblea nazionale del Fli. Il Pdl fa il mea culpa e punta a recuperare i voti dei moderati. Pressing sul programma di Pisapia che vuole costruire la moschea e propone di dare case ai rom

Milano - Recuperare i voti dei moderati. E' questa la mission del centrodestra per contrastare l'avanzata della sinistra. Il Terzo Polo lo sa, ma decide di non sostenere un canditato sindaco ai ballottaggi di Milano e Napoli. Mani libere: è questa la linea uscita dal lungo "conclave" che ha visto i vertici del Terzo Polo confrontarsi, per tutto il giorno, con i candidati sindaco. Manfredi Palmeri e Raimondo Pasquino decidono quindi di non decidere: non appoggeranno né Giuliano Pisapia, che è riuscito a raccogliere sia i voti del piddì sia i consensi della sinistra radicale, né il sindaco uscente Letizia Moratti; né l'Idv Luigi De Magistris, che nel capoluogo partenopeo ha azzerato il Partito democratico, né il pdl Gianni Lettieri. Nessuna scelta di campo, appunto.

Nonostante il risultato magro ottenuto alle amministrative, la triade Fini, Casini e Rutelli sceglie di andare avanti per la propria strada. "Chiunque pensi di creare divisioni nel terzo Polo in vista dei ballottaggi e nei futuri mesi dell’attività parlamentare è meglio che cambi programma". Il leader del Fli, Gianfranco Fini, detta la linea del Terzo Polo al termine di una lunga giornata di lavoro: la coalizione decide di non decidere e la scelta è rimessa nelle mani dei candidati che, però, scelgono di non apparentarsi. Sia Palmeri che Pasquino hanno spiegato che non vogliono ruoli di sottogoverno: "Il nostro programma resta la nostra stella polare".

A Milano, però, il malessere delle colombre rischia di far esplodere Futuro e Libertà. Dopo il flop alle amministrative (il partito non ha sfondato oltre il 2%), adesso Fini rischia di perdere altri pezzi. Eppure va avanti, a testa bassa, a inseguire la linea dura dettata da Bocchino e Granata. Lo stesso Palmeri rifiuta di appoggiare la Moratti spiegando che "i cittadini hanno votato Fli  per far nascere un cambiamento, un cambiamento nei confronti di chi ha governato finora ma che non è certo Pisapia". Una decisione che potrebbe scontentare chi, all’interno di Fli, auspicava che il partito appoggiassse la Moratti. Si tratta in particolare di Andrea Ronchi ed Adolfo Urso, ai quali Fini, nel corso della conferenza stampa del Terzo polo sui ballottaggi, replica indirettamente, sollecitato dalle domande dei giornalisti. "Bocchino - annuncia ilo presidente della Camera - ha giustamente convocato per venerdì mattina l’assemblea nazionale di Futuro e libertà che aprirà con una sua relazione". Un vertice per ratificare la scelta del non appoggio esplicito a nesuno dei due candidati. "A quel punto - puntualizza il leader del Fli - la scelta sarà ratificata dalla maggioranza e diventerà vincolante per tutti".

Sebbene Fini assicuri che non vi sarà alcun apparentamento, il presidente centrista Rocco Buttiglione non è così netto ma invita ad una riflessione attenta: "Il clima è positivo tra noi, anche perché una fase delicata da gestire con grande saggezza. E' vero - ammette - che c’è una valenza politica in queste elezioni, ma bisogna anche pensare al bene delle comunità locali". Proprio a Napoli, infatti, il dialogo non è del tutto chiuso. Venerdì pomeriggio, i rappresentanti cittadini del Terzo Polo, insieme allo stesso Pasquino, sottoporranno a de Magistris e Lettieri le cinque priorità programmatiche su cui il Terzo Polo porrà l’accento in relazione al secondo turno elettorale che decreterà il futuro sindaco di Napoli.

E il Pdl? Non resta certo a guardare. Anzi, torna all'attacco. Secondo il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, "gli elettori di centrodestra delusi hanno voluto mandare un segnale molto forte di disagio nei confronti dell’azione del governo, dell’amministrazione milanese, di critica nei confronti della situazione economica". Il centrodestra dice di aver capito e vuole correggere il tiro. Proprio per questo, nelle prossime due settimane, la Moratti dirà quanto fatto in cinque anni puntando a "smascherare" il programma di Pisapia. "Ce la vogliamo giocare e siamo convinti di poter giocare perché la sinistra - conclude Formigoni - non ha guadagnato un voto e noi vogliamo riportare alle urne i nostri delusi". Ne è profondamente convinto anche il leghista Matteo Salvini che, dopo aver chiesto scusa ai milanesi, spiega che "Pisapia ha fatto benissimo il suo lavoro" mentre la Moratti avrebbe dovuto parlare "delle cose fatte e da fare".

Il Pdl e la Lega vogliono quindi svelare qual è la Milano che vorrebbe Pisapia per recuperare il consenso dei moderati: per riuscirci evidenzieranno le posizioni estremiste del candidato della sinistra. D'altra parte per Paolo Glisenti, che guiderà la comunicazione della Moratti nella volata al ballottaggio, assicura che la vittoria non è un miracolo: "Lavorando sodo si può fare tutto...". Si parte quindi dalle proposte di Pisapia. "Se prendiamo il programma a pagina 27 - spiega Salvini - leggiamo che Pisapia vuole costruire un grande centro di cultura islamica. Dove?". E ancora: "Cosa vuol dire che il problema dei rom va risolto con l'autocostruzione di case? Quanto alle entrate, si privilegerà il prelievo e il consumo sulla città: che significa? Chi paga di più, perché?". Domande alle quali Pisapia ha il dovere di rispondere e alle quali il Terzo Polo non dovebbe restare indifferente.

La Moratti può fare facilmente leva anche su tutti i successi ottenuti in cinque anni di buon governo. Mentre la maggior parte dei Comuni del paese sono stati colpiti dalla crisi economica, la Moratti può vantare di amministrare l'unica città senza addizionale Irpef, di aver mantenuto il prezzo dell'acqua ai livelli più bassi di tutta Italia, abbassato la tassa sui rifiuto ed evitato la tassa di soggiorno per i turisti. Anche nel sociale, l'amministrazione Moratti è riuscita a raddoppiare il numero di anziani assistiti a domicilio dai volontari e a garantire libri di testo gratuiti per gli alunni delle elementari e delle medie. Grazie al lavoro svolto dal vicesindaco Riccardo De Corato, invece, i reati sono diminuiti - nel giro di soli tre anni - di quasi il 50 per cento. Anche il mercato del lavoro ha avuto un fortissimo stimolo. Basti citare la vittoria nell'assegnazione dell'Expo 2015 che garantirà oltre 60mila posti di lavoro all'anno.

Proprio sui risultati della Moratti e sulle politiche di Pisapia sarà puntata la campagna elettorale fino al ballottaggio. Il centrodestra ha, infatti, ancora una decina di giorni per recuperare il voto dei moderati e convicere l'elettorato centrista a dare il proprio appoggio alla Moratti. Un'impresa tutt'altro che difficile.