Dal fallimento alla nuova sfida per la salvezza

L’avevamo lasciato nella stagione 1984/85, ultima apparizione in serie in serie B con un diciottesimo posto e una retrocessione in C1 che sarebbe stato soltanto l’inizio di un lungo incubo per il glorioso Varese Football Club del mai dimenticato patron Giovanni Borghi. Da allora, infatti, la società è caduta nel il baratro, addirittura con il fallimento (correva l’anno 2004) che costringe la nuova Associazione Sportiva Varese 1910 a partire dai dilettanti nell’Eccellenza lombarda. Lo ritroviamo ora tra i cadetti dopo un esaltante stagione in Lega Pro e il botto inaspettato dello scorso 25 luglio, quando i biancorossi del 53enne allenatore Giuseppe Sannino hanno umiliato il Milan di Allegri alla prima uscita con un secco 2-0, grazie ai gol di Buzzegoli e Cellini.
Il Varese è tornato nel calcio che conta e domani sera (ore 20.45), nel posticipo all’Olimpico di Torino, affronterà i granata di Lerda, naturali favoriti alla promozione in A, con la voglia matta di giocare un altro brutto scherzo a una grande. Il gruppo che ha conquistato la promozione è rimasto tale e quale, nessuno è stato venduto (un grazie che il presidente Antonio Rosati ha voluto dare ai suoi «eroi») e sono arrivati gli attaccanti Cellini (Albinoleffe), Eusepi (Viareggio), Mustacchio (Ancona); il centrocampista Scialpi (Lecce); i difensori Figliomeni (Arezzo), Furlan (Milan), Pesoli (Cittadella) e Pugliese (Verona).
Tanti nomi poco conosciuti che arrossiscono davanti ai grandi che esaltarono il Varese negli anni Settanta: Traspedini, Szymaniak, Combin, Bottega, Picchi, Cresci, Anastasi, Libera, Morini, una sequela di campioni che la dicono lunga su quello che il Varese, nobile provinciale, ha rappresentato per il calcio di casa nostra. Il tecnico Sannino può ora disporre su un gruppo di indigeni, quattro brasiliani (Marques, Claiton Dos Santos, Pereira, Pergonsi), il portiere francese Moreau, i nigeriani Ebagua e Osuji e il senegalese Coly, ultimo arrivato
«Il nostro obiettivo è la salvezza - afferma Sannino - non posso pretendere di più e, con la concorrenza che c’è, sarà già un’impresa. Dobbiamo stare attenti a non prendere grandi musate. Vogliamo essere una sorpresa, ma l’importante è adattarsi in fretta, io per primo, che sono un debuttante come la stragrande maggioranza dei giocatori».
Ma questo Varese, che ha come primo tifoso il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha il grosso problema dello stadio Ossola che deve essere adeguato per poter permettere ai biancorossi di ospitare l’Atalanta il 28 agosto: martedì prossimo, dunque, i delegati dell’Osservatorio del Viminale e della Lega effettueranno il sopraluogo decisivo, cui dovrà seguire una deroga sulla capienza, ferma a 8mila 213 spettatori, anziché i 10mila prescritti dai regolamenti.