Fallimento tutto politico

(...) del vincenzismo; Striano è cortese e mite; Profiti l’ho sempre considerato un ottimo tecnico e non penso che il fatto che abbia rapporti stretti con la Curia sia un’aggravante specifica; Stefano Francesca con noi ha sempre fatto benissimo il suo lavoro di portavoce, dandoci sempre le notizie come a tutti gli altri. Trattandosi di un’istituzione pubblica come il Comune dovrebbe trattarsi della normalità. Trattandosi del Comune di Genova, vi assicuro che la normalità non è. E, quindi, ringrazio pubblicamente Francesca come portavoce.
Detto questo, come sempre, rispettiamo il lavoro della magistratura. Se qualcuno ha sbagliato pagherà; se, invece, sono tutti innocenti verrà fuori che sono innocenti. Questo è l’abc del garantismo. Anche quando gli indagati sono di sinistra. Precisazione superflua per molti, ma non per tutti. (A proposito, complimenti per la posizione assolutamente cristallina agli azzurri Michele Scandroglio e Roberto Cassinelli e di Gianfranco Gadolla di An).
Quello che non vorrei è che la vicenda giudiziaria oscurasse il fallimento della giunta Vincenzi. Che è un fallimento, pesantissimo, tutto politico. Pensate che oggi la nostra Monica Bottino doveva iniziare un’inchiesta su un anno di nulla, di parole senza fatti. In una parola, un anno di Marta. Poi, ovviamente, lo spazio ci costringe a rinviare l’esordio dell’inchiesta. Ma il concetto resta lo stesso: il problema di Marta non è nel fatto che i suoi collaboratori più stretti della campagna elettorale sono sotto la lente della magistratura. Il problema è che in un anno di mandato non è stato fatto assolutamente nulla di visibile, di reale.
Poi, certo, viene da riflettere su quelli che, in nome della «discontinuità» si erano eretti a paladini della moralità. E che rischiano di essere travolti dal loro stesso modo di ragionare. Ma questa è la sorte che generalmente spetta a tutti i moralisti.