Fallisce il «giorno del dialogo» Sono i violenti a dettare legge

La giunta voleva aprire il dialogo con il popolo della movida selvaggia, quella che toglie il sonno ai residenti e deturpa le Colonne. L’appuntamento due sere fa alle 22.30 alle Colonne di San Lorenzo è già un flop: piove che dio la manda, ci sono l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, quello all’Urbanistica Ada De Cesaris e il coordinatore dei Comitati per Pisapia Paolo Limonta che non tira neanche fuori il megafono dal sacchetto. Piazza San Lorenzo è deserta. Quindici minuti di imbarazzo e appuntamento rimandato a sabato 27 agosto. Ma sono ancora nei paraggi Limonta e il consigliere comunale di Sel Luca Gibillini quando a presentare il conto delle sparate di Pisapia e della sinistra radicale in campagna elettorale arrivano una trentina di antagonisti. Il vento è cambiato? Dopo gli sgomberi subiti quando era assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, prima dalla Bottiglieria okkupata di via Savona e poi dalla piscina Caimi, e mentre impazza lo slogan «con Pisapia è anarchia», gli ex occupanti del Tortuga non si aspettavano certo che vigili e Digos gli stoppassero la festa organizzata in Darsena senza uno straccio di autorizzazione. «Giuliano Pisapia pezzo di m.» gridano in una trentina mentre percorrono corso di Porta Ticinese rovesciando scooter e cassonetti dell’immondizia. Spaccano una vetrina e vanno allo scontro con gli agenti. Non riescono a raggiungere le Colonne, dove volevano farsi sentire dagli assessori. Tre vengono arrestati, gli altri scappano nelle vie laterali.
«Il popolo della notte non si è visto, il benvenuto ai rappresentanti di Pisapia lo danno i centri sociali - afferma De Corato, consigliere Pdl -. L’appuntamento degli assessori per dialogare si è trasformato in un’altra occasione offerta ai centri sociali di inscenare la prova muscolare nei confronti delle forze dell’ordine, tanto per far capire alla giunta chi detta legge al Ticinese». Il quartiere «non ha bisogno di altre guerriglie urbane, ci auguriamo che di questi appuntamenti non ce ne siano più». Dopo «Cgil, Cisl e Cub - conclude -, evidentemente anche la luna di miele tra Pisapia e centri sociali a 60 giorni dall’insediamento è al tramonto, bastava sentire gli slogan urlati contro Pisapia. Rappresentanti vicini a quest’area come Limonta o il consigliere di Sel Mirko Mazzali non bastano più come mediatori, neanche ai no global che avevano salutato con manifestazioni di gioia l’ingresso a Palazzo Marino dei compagni “arancioni fuori e rossi dentro”».
L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli ribatte che la giunta è «disposta a un dialogo con il mondo dei centri sociali purché sia costruttivo. Con protesta distruttiva e violenta non ci può essere trattativa e confronto». L’assessore condanna gli atti di violenza e «il ferimento degli agenti» da parte degli antagonisti, «poche frange che pensano di modificare la positività di un confronto culturale avviato da questa amministrazione».