Fallito attentato alla base di Vicenza: rischio serio

La notizia è stata confermata dagli artificeri della polizia che, nella notte tra il 4 e il 5 luglio, hanno recuperato all’interno di un pozzetto decine di bombole di gas butano, ancora integre, e i resti di due taniche devastate dalle fiamme. Rivendicazione da parte di un sedicente "Team antimperialista". Gli esperti dell’antiterrorismo: "Corso un serio rischio"

Vicenza - Era tutto vero: l’attentato terroristico ai danni dell’oleodotto della Nato ad Aviano, in territorio vicentino, non lontano dall’aeroporto Dal Molin del capoluogo berico ipotizzato in un video fatto pervenire ieri all’emittente televisiva «Tva Vicenza» è stato effettivamente messo a segno, nella notte fra il 4 e il 5 luglio, senza tuttavia le conseguenze previste dagli autori. Lo hanno confermato oggi gli artificeri della polizia che hanno recuperato all’interno del pozzetto di ispezione della conduttura decine di bombole di gas butano, quelle utilizzate per il campeggio, ancora integre, e i resti di due taniche devastate dalle fiamme.

Da quanto si è appreso alcune delle piccole bombole di butano erano chiuse all’interno di pentole a pressione. Tutti i contenitori tuttavia avrebbero retto al rogo delle due taniche, una di metallo l’altra di materia plastico, contenenti combustibile e incendiate. Gli autori del gesto, rivendicato da un sedicente «team antimperialista» si attendevano probabilmente una reazione a catena che non c’è stata. Le immagini recapitate alla televisione vicentina sono riprese da molto lontano e le fiamme che si vedono, scambiate in un primo tempo per fumogeni dimostrativi, erano probabilmente quelle delle taniche che bruciavano. L’attentato sarebbe stato messo a segno nella notte tra il 4 e il 5 luglio, quando gli americani e molti vicentini festeggiavano alla caserma Ederle l’Indipendence Day.

L’impianto Nato, realizzato alla fine degli anni Settanta, porta il carburante destinato ad aerei e mezzi terrestri di alcuni aeroporti militari, come Ghedi (Bs), Villafranca (Vr), Istrana (Tv), Aviano (Pn), Rivolto (Ud) e Cervia (Ra), ma non quello civile del Dal Molin. L’impianto attraversa sei regioni, per un totale di 17 province e 136 comuni. La gestione è affidata a ditte civili specializzate. Sull’episodio il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Interno e della Difesa.

Il parlamentare chiede di «conoscere l’entità dei danni materiali riscontrati all’oleodotto ed il concreto rischio di deflagrazione per effetto dell’attentato incendiario, che ha corso il combustibile, cherosene per aerei, immesso nella tubatura». Zanettin chiede infine quali iniziative intenda assumere il governo per prevenire «un’escalation sempre più preoccupante di atti di violenza a Vicenza, connessi all’ampliamento della base statunitense, di cui si sono resi responsabili sedicenti oppositori».