Una falsa moneta di scambio

E oggi gli si può forse buttar la croce addosso perché sono stati la causa scatenante delle dimissioni di due eccellenti componenti del CdA scaligero come Fedele Confalonieri e Marco Tronchetti Provera? Certo che no: alle maestranze della Scala evidentemente non si può rimproverare un bel nulla visto che saranno premiati con l’Ambrogino.
Già, pur di inserire la Fallaci nell’elenco dei benemeriti, la maggioranza di Palazzo Marino ha accettato anche la presenza dei lavoratori della Scala. Ed è ancora troppo caldo il ricordo della rivolta di orchestrali e ballerini, di coristi, attrezzisti e maschere, della loro chiusura totale a qualsiasi soluzione della vertenza che non fosse la loro perché l’opinione pubblica possa accettare una simile moneta di scambio. Ben venga l’Ambrogino alla Fallaci, ma quello ai dipendenti della Scala ha troppo il sapore di una beffa: viene premiata con questo Ambrogino non la bravura, non le capacità artistiche - che nessuno mette in discussione - ma la loro assurda protesta. E il fatto che a ritirare il premio dalle mani di Albertini sarà non uno dei dipendenti ma il sovrintendente Lissner sembra un ancor più beffardo onore delle armi concesso al Comune. Ma l’onore delle armi si concede solo agli sconfitti.