Falsa partenza L’Italbasket come le altre nazionali: un disastro

di Oscar Eleni
Aspetti anni per sentire che certi film che ti hanno rovinato la gioventù sono considerati boiate pazzesche come diceva il ragionier Fantozzi,ma nello sport fai anche prima se ti capita di vedere in sequenza la nazionale femminile e quella maschile di basket giocarsi subito la qualificazione europea. Battute in casa,le ragazze azzurre che pure presentavano qualche novità interessante con Cinilli e Consolini, dalla Croazia a Cagliari, i maschietti, eh sì questi sono maschietti famosi per uccidere conigli o moscerini del campionato, non certo cacciatori di leoni europei, umiliati a Bari da Israele che, contrariamente alle rane azzurre, confuse dal Belinelli involuto e dal Bargnani che non ha la stoffa del capobranco, anche se il suo compitino lo ha fatto in maniera decente, dopo aver visto andare fuori giri le presunte stelle Casspi ed Elihau, si sono affidati ad altri con più fame e meno frenesia di loro cominciando dall'Halperin ripudiato in Grecia che ha lasciato sul campo il povero Maestranzi.
Ti svegli in campagna con le campane a morto. Non ci fai neppure caso. È suono gradito dopo una notte insonne. Ma nella veglia da incubo ti viene in mente che sono mesi di sofferenza pensando agli sport di squadra, ascoltando sempre lo stesso disco sugli spazi ristretti per i giocatori di scuola italiana nel calcio,nella pallanuoto, nella pallavolo maschile, nel rugby e, forse, anche nel tamburello. Dopo aver passato anni a risparmiare compensi per gli allenatori che costruiscono giocatori con basi solide, fisiche e tecniche, ora siamo davanti alla bara scoprendo che l'atletica in rianimazione all'europeo di Barcellona non ha più niente da regalare agli altri sport e lo stesso nuoto nel campionato continentale che si inizia in Ungheria dovrà tenersi stretti quelli nati nell'era Castagnetti perché del domani non esiste certezza.
Per farci notare in Europa abbiamo avuto bisogno di 16 oriundi nel baseball, ma la verità è che in giro vedi ragazzi stregati dalle Magic Cup calcistiche, imitatori strambi di Valentino Rossi, ma i campi sono pieni di buche e quasi vuoti.
Il calcio chiede aiuto a Baggio, Sacchi e Rivera, ma sembra tardi considerando i disastri delle varie rappresentative giovanili, ma almeno ci prova. Il basket, dopo aver visto le sue squadre giovanili affondare nei campionati di categoria, non sa ancora cosa farà da grande dopo aver investito tutto sul rilancio della nazionale maschile affidata al miglior allenatore del momento, ad una organizzazione che non ha risparmiato nulla per avere qualcosa da troppi mezzi giocatori ancora convinti che i palloni si recuperano se ti cadono nelle mani, non se li vai a cercare, che le difese vere esistono soltanto se si combatte per un centimetro alla volta come diceva l'allenatore Al Pacino ai suoi giocatori di football.
Può capitare di avere squadre competitive, ma poi guardi nella dispensa e non c'è quasi niente pur sapendo che senza ricambi, senza gente davvero affamata, poi ti trovi a valutare soltanto i carati dell'ultimo mega anello che si è comperato Balotelli. Anche il calcio tenta con Prandelli una operazione tipo quella della Spagna, della Germania o della stessa Francia, che dopo l'ammutinamento mondiale ha avuto trofei nei tornei giovanili ( in atletica a Barcellona ci hanno suclassato), ma sa benissimo che basterà un po' d'incenso sprecato male per far precipitare tutto perché le basi si costruiscono in anni di lavoro.
Da quanto tempo i nostri sport di squadra, nelle discipline universali, non trovano ricambi per la prima squadra? Sono anni che le prendiamo a livello giovanile e poi ci meravigliamo se presentiamo al mondiale una squadra di calcio datata e alle qualificazioni europee del basket rappresentative che non stanno in piedi.
Prendiamo a calci gli allenatori che pure hanno vinto tanto, gli ultimi sono proprio Lippi e Recalcati, ma poi ricominciamo il tiro al piccione appena ci si rende conto che in campo vanno quei ragazzi che abbiamo costruito male, professionisti prigionieri dei loro agenti e mai disponibili per lavorare sui troppi difetti tecnici.
Il basket sognava di risorgere e adesso, dopo una sola giornata nei tornei di qualificazione, vivrà con l'incubo di non trovare neppure il secondo posto nel girone (domani appuntamento a Riga contro la Lettonia), ultima speranza per andare l'anno prossimo ai campionati continentali in Lituania e Polonia dove daranno i posti per le Olimpiadi a Londra, anche se poi dovrebbe restare aperta la porticina del torneo di ripescaggio con un solo posto disponibile e senza la certezza di avere i due della Nba. Mancando questi bersagli saremo nel limbo internazionale di terza fascia, una catastrofe che, fortunatamente, il calcio potrebbe evitare, ma non siamo sicuri che Prandelli avrà soltanto collaborazione e consensi. Non è mai capitato.