La falsa partenza del Milan. Mai così giù negli ultimi 7 anni

Solo sei punti in 4 giornate e tre pareggi consecutivi. Ambrosini: "Siamo disattenti". Ieri chiarimento tra giocatori e ultrà. Basta contestazioni

Peggio di così, appena sei punti, nelle sei stagioni di Ancelotti come tecnico, il Milan non era mai andato. Parliamo ovviamente di campionato, perché i rossoneri hanno già messo in bacheca l’ennesimo trofeo europeo, la Supercoppa, contro il Siviglia e la vittoria nella prima giornata di Champions sul Benfica. Però sul campo amico Kakà e bella compagnia sembrano proprio non azzeccarne una. La partenza era stata esaltante, un 3-0 rifilato al Genoa a Marassi, che aveva illuso e forse anche eccessivamente eccitato l’ambiente, ma a calmare i facili entusiasmi ci hanno pensato i 3 pareggi consecutivi per 1-1, al Meazza con Fiorentina e Parma e a Siena.

Ancelotti però può consolarsi perché dalla stagione 1994/95, era dei tre punti a vittoria, c’è anche chi ne ha fatti ancora meno: Alberto Zaccheroni coi 4 punti nel 2000/01 e scudetto conquistato dalla Roma di Fabio Capello. E lo stesso Don Fabio deve recitare il mea culpa per i miseri due punticini ottenuti nel 1997/98 (titolo alla Juve). Zac riuscì ad entrare in coppa Uefa, Capello restò invece fuori dall’Europa. Perfino i tanto vituperati Tabarez e Terim fecero meglio.

Anche se Capello può vantare l’en plein nel 1995/96, quattro successi in altrettante gare, ma quei due punti gli sono rimasti addosso come una macchia: due pareggi a Piacenza e con la Lazio e due sconfitte a Udine e a San Siro col Vicenza di Guidolin. Stagione da dimenticare, quella; l’attuale è ben diversa.

Perché i Milan messi in campo in queste partite da Ancelotti, hanno fornito un grande spettacolo nel primo tempo e poi si sono andate spegnendo nella ripresa. Questa squadra forse soffre di narcisismo, sa di poter sciorinare il più bel calcio in circolazione (al pari di Roma e Arsenal), si bea delle giocate preziose di Pirlo, delle magie di Kakà, dell’opportunismo di Inzaghi e della maestria pedatoria del «professor» Seedorf. Ma deve anche rendersi conto che Dida non dà più sicurezza alla difesa, che Nesta non può sempre metterci una pezza e che Oddo è più bravo a offendere che a difendere.

L’età media della squadra è alta (ma inferiore di qualche mese a quella dell’Inter) e gli infortuni condizionano i perfetti meccanismi creati da Ancelotti. Maldini e Ronaldo i punti di domanda: cambierà qualcosa col loro ritorno? Certo è che con il Fenomeno in campo, la media era stata di 2,5 punti a partita, senza di lui è scesa a 1,33. Ma in casa Milan non ci sono preoccupazioni, come conferma capitan Massimo Ambrosini: «Non siamo preoccupati, non dobbiamo esserlo. Certo c’è la consapevolezza che qualche errore è stato commesso e non dobbiamo più ripeterne. Non possiamo permetterci tre pareggi consecutivi, contro formazioni di tutto rispetto, ma abbordabili. Però possiamo recuperare in fretta e lavorare per tornare a vincere». Qualche critica però il biondo centrocampista la fa: «Con il nostro sistema di gioco è evidente che non possiamo avere cali e pause di gioco perché gli avversari prendono coraggio, come ha fatto il Parma.

I punti persi finora sono dovuti esclusivamente a nostre disattenzioni». E ieri si è registrato un incontro tra i giocatori e i responsabili della Curva Sud (il Barone Giancarlo Capelli in testa): chiarimenti, scuse, pacche sulle spalle e la voglia di ritornare a tifare. Nulla contro Galliani, ma la speranza di collaborare di più con la società.