Falsi, in cinque mesi sequestri per 72 milioni

L’assessore Predolin: «Basta zone franche in città»

Più di 72 milioni di euro. È questo il valore della merce contraffatta sequestrata dalle forze dell’ordine nei primi cinque mesi del 2005. «Una piaga». L’assessore al Commercio Roberto Predolin non ha dubbi. «Il commercio di prodotti contraffatti ha assunto dimensioni intollerabili». Proprio per affrontare il problema, si è dato vita al Comitato istituzionale milanese (Cim), nato da un protocollo d’intesa firmato da Comune, Agenzia delle dogane, Assolombarda, Camera di commercio, Unione del commercio, Camera della moda, Fiera Milano Spa, e Faid Federdistribuzione. Obiettivi, «tutela della proprietà intellettuale, lotta alla contraffazione e all’abusivismo».
Qualche numero per inquadrare un fenomeno che nel giro di dieci anni ha registrato un incremento del 1.300 per cento: da gennaio a maggio di quest’anno sono stati sequestrati giocattoli illecitamente riprodotti per un valore di quasi 48 milioni di euro, prodotti elettrici ed elettronici (16 milioni), abbigliamento (4 milioni), prodotti audio-video (368mila euro). Sono state 206 le operazioni portate a termine da polizia, guardia di finanza, carabinieri, e vigili urbani, con 46 arresti, 235 denunce, 33 sanzioni amministrative, 4.076 sequestri effettuati.
«Interventi di contrasto efficaci e indiscutibili - continua Predolin - ma che rappresentano una goccia nel mare». «Il Cim - aggiunge - si costituisce per individuare le strategie di contrasto più efficaci». L’assessore fornisce alcuni esempi. Primo, «è necessario tracciare i percorsi della contraffazione, seguire gli spostamenti della merce, così da risalire a chi la stocca, il grosso del problema». Secondo, «operare attraverso delle squadre composte da personale specializzato della polizia annonaria». Terzo, «risolvere la questione delle “zone franche”, come Brera e i Navigli, sia attraverso un presidio del territorio non sporadico, sia attraverso accordi con le associazioni di via, in modo da dare vita a piccoli eventi che automaticamente favoriscano l’allontanamento dei venditori abusivi». Quarto, «una politica sanzionatoria nei confronti di chi acquista merce contraffatta che sia praticabile». In base alla legge 80 del 2005 chi acquista merce illegale rischia una multa che può superare i 3mila euro, ammenda inasprita da un recente decreto. Predolin si dice «molto perplesso». «Si tratta di sanzioni esorbitanti di difficile applicazione. Farlo significa creare scandalo». La proposta dell’assessore è quella «stabilire un tariffario, che parta da una cifra base di 150 euro, per arrivare a somme che si aggirano sui 300-400 euro. Così si costituirebbe un valido deterrente». Quinto, «una forte campagna informativa per sensibilizzare l’opinione pubblica».
«È fondamentale - conclude l’assessore - che anche il prefetto Ferrante e il sindaco Albertini partecipino al tavolo di lavoro costituito dal Comitato, confermando la sensibilità al problema dimostrata in passato. Una volta si faceva la diagnosi, ma non esisteva la cura. Con il Cim stiamo finalmente dando una risposta significativa.