«Falsi disabili, via la patente a chi fa il furbo»

«Chi ne approfitta compie un atto riprovevole»

Gioia Locati

Severità nelle sanzioni e soprattutto più controlli. «Chi approfitta del pass per disabili di un parente compie un gesto eticamente riprovevole - ha dichiarato il comandante dei vigili Emiliano Bezzon - perché strumentalizza la malattia del proprio caro a proprio vantaggio. È impossibile prevenire questo malcostume a meno che non si decida di salire a bordo di ciascuna auto con contrassegno. La miglior prevenzione è il senso civile. L’uso improprio può essere punito solo in termini repressivi. Se dipendesse da me - anche se questa condotta non mette a repentaglio la vita degli altri - toglierei la patente». Cosa farebbe per invitare i parenti dei disabili a restituire il pass in caso di morte del titolare? «In questi casi, che non sono la maggioranza, servono controlli più frequenti. A Milano cerchiamo di controllare i documenti con l’anagrafe almeno una volta all’anno, a mio avviso, per raggiungere l’eccellenza questo lavoro andrebbe ripetuto una volta a trimestre». E per le contraffazioni? «Da due-tre anni abbiamo reso difficile, praticamente impossibile, la duplicazione. Il Comune di Milano ha inventato un ologramma blu stampato con un procedimento particolare. Con questo simbolo la fotocopia a colori è subito evidente». Il neo assessore Edoardo Croci è determinato ad affrontare il malcostume: «Nel dettaglio non posso anticipare la strategia perché non è stata ancora messa a punto. Sicuramente faremo verifiche periodiche e costanti dei requisiti». Roberto Miglio, sindacalista del Csa, insiste: «Siamo noi ghisa che dobbiamo controllare di più. I vigili di quartiere, che sono in 500, potrebbero anche contattare periodicamente il disabile, prendere appuntamento e presentarsi a domicilio a verificare documenti e pass. Questo sì che sarebbe un servizio»
Il contrassegno per disabili è una concessione eterna in caso di invalidità al 100 per cento, temporanea se riguarda chi ha subito un infortunio. Nel primo caso va rinnovata ogni cinque anni, l’interessato deve dimostrare con certificati medici che persiste la sua invalidità. Il pass riporta sul retro la fotografia e i dati anagrafici, mostrandolo sul parabrezza si può: percorrere le corsie riservate, parcheggiare nelle aree per handicappati e in tutti gli altri spazi per residenti e non senza pagare. Di più: con questo contrassegno il disabile può lasciare l’auto in divieto di sosta e se riceve una multa gli è permesso contestarla con successo. In città ci sono anche 1.044 parcheggi personalizzati per invalidi gravi, sistemati vicino alle case, sul cartello compare il numero del contrassegno. Questi posti sono decisi da una commissione comunale formata da due medici Asl, dalla presidentessa della consulta disabili e da due funzionari, un vigile e un dipendente del settore trasporti.