Falso in bilancio Galliani e Garrone rinviati a giudizio

Nel 2003 lo scambio tra Kalù e Antonini, sopravvalutati secondo il Gup, avrebbe creato plusvalenze fittizie

Lo scambio nel 2003 tra due illustri sconosciuti di 19 anni, il nigeriano Ikechukwu Kalù in compartecipazione della Sampdoria al Milan per 2 milioni (la metà alla Samp) e Luca Antonini (ceduto in compartecipazione del Milan alla Samp per 4 milioni con 2 milioni in mano ai rossoneri) ha portato ieri al rinvio a giudizio per falso in bilancio il presidente e il ds della Sampdoria, Riccardo Garrone e Giuseppe Marotta, la Sampdoria e, in concorso, l’ad del Milan, Adriano Galliani. Il Gup di Genova, Luca Vignale ha deciso un così drastico provvedimento nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto doping amministrativo (il riferimento è al bilancio del 2003) e il processo è stato fissato al 7 novembre presso la seconda sezione del tribunale penale.
Secondo l’accusa sostenuta dal pm Massimo Terrile e coordinata dal procuratore Franco Cozzi, i due giocatori sarebbero stati sopravvalutati. Questa tesi è stata sostenuta anche dai consulenti del pm secondo il quale i due giovani avrebbero avuto un valore inferiore a quello indicato nel contratto e poi messo a bilancio. Da parte loro, i consulenti dei club hanno ritenuto congrui i valori dati all’epoca ai calciatori. Nell’udienza davanti al gup l’intento era proprio quello di conoscere quali effetti hanno avuto sul bilancio chiuso nel giugno 2003 queste operazioni e le contestuali cessioni incrociate dei diritti di compartecipazione con particolare riferimento all’iscrizione delle plusvalenze.
Secondo i giudici, un chiaro esempio di bilancio truccato per maggiorare il valore sul mercato dei giocatori e poter avere un utile sulla compartecipazione rimasta nelle mani dei club. Adriano Galliani non replica mentre in un comunicato della Sampdoria, il presidente Garrone e Marotta ribadiscono «l’assoluta regolarità del loro operato e rinnovano la fiducia nel lavoro della magistratura». Ma di fronte a un parere così contrastante da parte dei periti, il Tribunale di Genova potrebbe intervenire con un’ulteriore perizia da effettuarsi nel contradditorio delle parti.
Il fatto ricorda il caso ancor più clamoroso dell’attuale presidente del Genoa, Enrico Preziosi che lo scorso 23 aprile è stato inibito per 5 anni dalla Disciplinare della Lega per uno scambio illecito di giocatori avvenuto nella stagione 2003/04 tra Como e Genoa. Preziosi subì gli arresti domiciliari nel settembre 2005 in relazione alla bancarotta seguita al fallimento del Como: Preziosi avrebbe depauperato il patrimonio del Como vendendo per cifre irrisorie un gruppo di giocatori al Genoa di cui sarebbe diventato poi presidente. Il 26 marzo si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup Lucia Vignale per la richiesta di rinvio a giudizio di Preziosi imputato di falso in bilancio in concorso con Cesena e Udinese.