Falso dentista operava nel suo studio

Per un’estrazione chiedeva la metà di un dentista, per una pulizia un terzo, per una devitalizzazione 150 euro anziché 400. Così un sedicente medico odontoiatra di Ostia, di 40 anni, si era fatto una clientela niente male: tra i 40 e i 60 pazienti la settimana. Un secondo lavoro lucroso che gli ha permesso di intascarsi, al nero, 350mila euro l’anno contro i 16mila dichiarati al fisco, provento della sua attività ufficiale, quella di commerciante di prodotti per l’igiene orale con un diploma di odontotecnico appeso al muro. Un negozio «paravento» in via Tito Labieno, al quartiere Appio, e un attico di 300 metri quadri in via delle Baleari con vista mare trasformato in studio dentistico, un garage zeppo di medicinali (fra i quali anestetici a base di adrenalina), due lussuose Mercedes e conti bancari da capogiro. Quando gli uomini della Guardia di Finanza hanno fatto irruzione nel suo appartamento hanno trovato una decina di persone, fra le quali diversi bambini, in sala d’attesa e lui, in camice bianco, con i ferri del «mestiere» in mano, accanto a una persona stesa su un lettino. Su agende e bloc notes gli appuntamenti, i pagamenti ricevuti e quelli ancora da avere per le «prestazioni mediche», aggiornati dalla moglie-segretaria. Infine un tariffario per ogni tipo di intervento, chirurgici compresi.
A denunciare il falso medico alle Fiamme gialle alcuni malcapitati. «Abbiamo ricostruito la sua attività illecita nel tempo - spiega il capitano Augusto Dell’Aquila, comandante della compagnia Ostia della Gdf - incrociando i dati contabili con i versamenti effettuati. A partire dal 2004 avrebbe evaso almeno un milione di euro contro i 50mila dichiarati in 3 anni. È accusato di esercizio abusivo della professione medica, detenzione e somministrazione di farmaci senza prescrizione come prevede il ministero della Sanità, evasione totale. Abbiamo disposto un sequestro preventivo del denaro depositato su vari conti correnti in attesa delle disposizioni del magistrato sul sequestro definitivo dei beni». È stato denunciato per evasione fiscale ed esercizio abusivo della professione medica. Paradossalmente alcuni pazienti lo consideravano uno stimato dentista fra i meno cari del litorale. Immediata la reazione dell’Associazione nazionale dentisti italiani: «Rivolgendosi a un falso dentista si rischia di contrarre malattie infettive che si possono trasmettere utilizzando strumenti non sterili: epatite B e Hiv. Abbiamo più volte sensibilizzato i politici affinché venga modificato l’articolo 348 del Codice penale che punisce con una sanzione irrisoria l’abusivo».