UNA FAMIGLIA CHE SI ALLARGA

Non so quante volte ho utilizzato l’espressione «la famiglia del Giornale» per fotografare quello che si sta coaugulando attorno alla nostra testata. Sia a livello assoluto, sia a livello genovese e ligure. Certamente, l’ho usata molte volte, ma mai troppe per l’affetto e la vicinanza che ci dimostrate ogni giorno.
Per di più, la nostra (vostra) - anche in Liguria - è una famiglia che si allarga sempre più, in crescita costante di copie, pubblicità e attenzione. E di questo non vi saremo mai grati a sufficienza.
Ma, soprattutto, non vi saremo mai abbastanza grati per la vicinanza che ci dimostrate anche dopo essere passati dall’edicola. L’altro giorno mi ha commosso - ed è la realtà, non certo una figura retorica - la telefonata di un nostro caro lettore e spesso anche collaboratore, il professor Renzo Morchio, che voleva annunciarmi che era morta sua moglie, anche lei da sempre amica di questa redazione. Il professore ci teneva a dircelo direttamente, a condividere con noi un’emozione così forte, a lasciarsi abbracciare da chi considera amico. Parlandogli, avevo i brividi. E credo di non aver sbagliato facendogli sapere che anche voi eravate tutti vicini a lui.
Certo, questo è un esempio talmente forte che tutto il resto di quello che posso raccontarvi diventa robetta. Ma un giornale è fatto di alto e basso, di massimi sistemi e di problemi quotidiani. E, in una famiglia, succedono anche cose piacevoli: vi ringrazio una volta di più della solidarietà al Giornale e alla cristallina posizione di Maurizio Belpietro sul caso Sircana. Solidarietà che continua ad arrivare in redazione. E che, come spesso accade, nasce dal basso, da voi, senza avere corrispettivi nel mondo politico, anche in quello che si ritiene più vicino a noi e che spesso e volentieri bussa alle nostre porte per chiedere favori o spazi.
Allo stesso modo, vi ringrazio della partecipazione ad alcune delle nostre battaglie: vi confesso che le telefonate e le lettere che ci sono arrivate per sostenere la nostra difesa assoluta della legalità sul caso degli scontrini fiscali non emessi mi hanno fatto particolarmente piacere. Certo, poi, anche noi siamo contro l’abusivismo commerciale, ma non si risponde a violazioni di legge con altre violazioni. E mi fa piacere che questo sia anche il pensiero dei candidati della Casa delle libertà, che hanno peccato - e gravemente - ma solo di un difetto di comunicazione del loro pensiero. Li assolviamo.
Infine, vi ringrazio delle critiche. Sempre garbate, sempre costruttive, sempre utili. Pensate che, solo negli ultimi quattro giorni, da vostre telefonate in cui chiedevate questa o quell’altra cosa, sono nati sette servizi. E speriamo di fare sempre meglio.
L’inizio era uguale al solito. Pure la fine: grazie.
Ma ci sono occasioni in cui essere ripetitivi, non è un diritto. É un dovere.