Famiglia Cristiana consiglia film con bestemmie

I Paolini criticano da anni il Cavaliere sui temi etici. Poi raccomandano ai minori pellicole blasfeme: la pellicola è stata sdoganata come "discreta" e consigliata alla visione dei "minori con adulti". Poi avverte: "Il film non riesce a fondere le parti più leggere con quelle più drammatiche"

Vatti a fidare dei religiosi Paolini. Dopo tante critiche sulla moralità al premier, dopo tanti appelli a una condotta ispirata dai valori cristiani, che fanno? Consigliano ai bambini dalle pagine del loro Famiglia Cristiana un film corredato di bestemmie. Un bel tranello. Un tranello oltretutto non evitabile, visto che i petardi blasfemi arrivano proprio all’improvviso: quando la trama da commedia romantica è ben avviata sui binari dell’inevitabile happy-end e il climax drammatico è già scivolato via. Quando, insomma, ormai hai trovato la posizione comoda sul divano e hai abbandonato il telecomando sul bracciolo, perché tanto di scene scabrose da interrompere all’improvviso per non turbare orecchie e occhi dei bimbi non ce ne saranno. E invece, all’improvviso, eccole: due bestemmie. Due bestemmie pronunciate forte, con la splendida voce impostata dei doppiatori italiani. «Caro - sbotta dopo un attimo di smarrimento lei, sperando che il “moccolone” non abbia lasciato il segno nella mente vispissima dei loro figlioletti - ma hai sentito anche tu?». Certo che sì.

E dire che il film, in prima serata su Canale 5 il cinque agosto scorso, era stato sdoganato come «discreto», e consigliato alla visione dei «minori con adulti» proprio dal settimanale che più di tutti dovrebbe essere attento a tutelare le giovani orecchie italiane da bestemmie e oscenità. A questo punto, la domanda è d’obbligo: ma a che tipo di famiglie si rivolgono oggi i Paolini?

Secondo le parole vergate da don Sciortino, coriaceo direttore del settimanale fin dal 1999, a famiglie «stufe di duelli e regolamenti di conti» nella politica italiana, a famiglie soprattutto «stufe», sottolineava ieri l’editoriale Primo Piano, di sentire ogni giorno i reciproci «insulti dei politici». Ottimo. Niente di meglio, per questi nuclei familiari «che stentano a vivere - ribadiva - ogni giorno alle prese con povertà e disoccupazione», che distrarsi la sera con un buon film. Un film che per quanto «non sempre riesca - sanciva la recensione di Famiglia Cristiana - a fondere le parti più leggere con quelle più drammatiche» in compenso offre due bei bestemmioni. Il che, considerando che la blasfemia è uno degli ultimi limiti ancora non valicati dalla tv italiana, è un valore aggiunto non indifferente. Forse, nella cavalcata verso posizioni sempre più progressiste intrapresa ormai da anni da Sciortino e compagni, rientra anche questo.

Resta ora da capire una cosa: sebbene siano ormai anni che Famiglia Cristiana attacca a muso duro il governo Berlusconi e il centrodestra in generale, solo ogni tanto qualche ministro perde la pazienza e querela (l’ultimo fu il titolare dell’Interno Maroni, che a sentirsi dare del «razzista» da Sciortino perse la pazienza); ma quando consiglia un film con degli insulti al creatore, a chi spetta la replica? In attesa delle eventuali piaghe, gli italiani si sono mossi da soli. Su internet diversi blog e forum si domandano come sia possibile che venga trasmesso un bestemmione in fascia protetta. «Proprio una bella famiglia cristiana - commenta Francesco Torselli, consigliere comunale Pdl a Firenze, tra i primi ad accorgersi della gaffe paolina - quella seduta sul divano di casa ad ascoltare due belle bestemmie. Il giorno dopo la proiezione del film molti elettori mi hanno contattato, via mail o per telefono, denunciando lo scandalo». «Disfattista non è chi avverte del pericolo» scriveva ieri Sciortino nel suo editoriale contro la «politica degli stracci», lo stesso nel quale auspicava che un governo di unità nazionale sostituisca l’esecutivo del Cavaliere. Obiettivamente lui di disfattismo non può essere accusato. Mica ha avvertito le famiglie che si fidano di lui del pericolo. Anzi, gliel’ha consigliato in pieno.