«Famiglia Cristiana» alla deriva Il Pdl: «Pornografia editoriale»

RomaFamiglia Cristiana torna all’attacco di Berlusconi. Non è esattamente una notizia, in base al criterio dell’uomo che morde il cane: a sfogliare le ultime annate del settimanale dei Paolini, diretto da don Sciortino, c’è solo l’imbarazzo della scelta; allarmi e condanne verso il Cavaliere sono praticamente una rubrica fissa.
Stavolta pure Famiglia Cristiana ci va giù di piatto: Berlusconi ha «dimezzato» la Costituzione, in Italia «comanda solo lui», che è dedito alla «distruzione» degli avversari. «La discesa in campo di Berlusconi - scrive l’editorialista di punta Beppe Del Colle - ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico». E ancora: «Il berlusconismo, se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo” (chi dissente va distrutto) è fatto apposta».
Famiglia Cristiana ormai «sembra il Fatto o l’Unità», si lamenta dal Pdl Maurizio Lupi. Ma, spostando lo sguardo dalla sinistra delle Procure verso destra, si potrebbe cogliere un’altra forte somiglianza di toni e di argomenti di polemica anti-berlusconiana.
Quale? A proposito di «distruzione dell’avversario» basta rileggere, per esempio, l’editoriale-j’accuse a firma Filippo Rossi, sul sito di Farefuturo Magazine di qualche giorno fa: «Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo».
E ancora: Famiglia Cristiana rimprovera al premier di appellarsi alla «sovranità popolare che finora lo ha votato» per «comandare solo lui» ignorando come «puro “formalismo”» il bilanciamento dei poteri imposto dalla Costituzione. Ricordate il celebre fuorionda di Gianfranco Fini che chiacchierava col procuratore Trifuoggi, nel dicembre del 2009? «Berlusconi confonde il consenso popolare, che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo. Io gliel’ho detto: confonde la leadership con la monarchia assoluta. Poi in privato gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa a quelli, quindi statte quieto». Anche sul caso «veline», a suo tempo, Famiglia Cristiana e Farefuturo colpirono uniti, nella stagione di Noemi. Non esiste una «immunità morale» dietro alla quale il presidente del Consiglio possa nascondersi, attaccò Famiglia Cristiana, mentre c’è invece un «sistema delle veline» che sparge «sulla società una miscela tossica di immoralità e irresponsabilità». E famoso è restato l’attacco di Farefuturo (in quel caso firmato dalla politologa Sofia Ventura), nella stessa primavera 2009, contro «una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento». Un «uso strumentale del corpo femminile» che «denota uno scarso rispetto (...) per le istituzioni».
Inevitabile la polemica, sul nuovo attacco di Famiglia Cristiana. Sandro Bondi, «soprattutto come cattolico», esprime «sconcerto e disgusto». Il sottosegretario Francesco Giro definisce l’editoriale addirittura «una dimostrazione di pornografia politica». «Faziosità», accusano ad una voce il ministro Sacconi e la ministra Gelmini. Il Pd difende don Sciortino e il suo «legittimo diritto di critica». E i finiani di Generazione Italia pure: «Siamo in un Paese libero e ognuno può scrivere quello che vuole. Piaccia o meno. È la libertà di stampa, bellezza».