Famiglia Cristiana si schiera e tifa per l'inciucio: "Basta politica degli stracci, ora le larghe intese"

Il settimanale dei Paolini continua a dispensare lezioni di morale: "La clava mediatica è un terribile boomerang in un Paese che affoga negli scandali". Poi pretende un nuovo scenario politico: "Serve un governo di larghe intese per varare una nuova legge elettorale"

Milano - Famiglia Cristiana non si ferma più. Anche questa settimana la rivista dei Paolini dispensa lezioni di morale e di logica politica ad alzo zero. "Disfattista non è chi avverte il pericolo e fa appello al senso etico, ma chi è allergico al rispetto di regole e istituzioni" scrive nel numero in uscita domani in un editoriale contro "La politica degli stracci" e l’uso dei dossier per "polverizzare gli avversari". "La clava mediatica contro chi mette a nudo il re - si legge - è un terribile boomerang, in un Paese che affoga in una melma di corruzione, scandali e affari illeciti. Dossier, minacce e ricatti velenosi volano come stracci in un’Italia ridotta alle pezze. E con avversari da polverizzare, con ogni mezzo, perché il potere assoluto non ammette dissenso: non fa prigionieri, solo terra bruciata contro chi canta fuori dal coro. Veleni e schizzi di fango volano ovunque - prosegue -. Con politici lontani dai problemi delle famiglie, che stentano a vivere, ogni giorno alle prese con povertà e disoccupazione, soprattutto giovanile". A settembre, però, ci sarà "un brusco risveglio", con le vere emergenze della crisi economica e occupazionale, di fronte a una "ripresa debole e soggetta alla pesante concorrenza dei nuovi mercati dell’Estremo Oriente". In tutto questo, secondo il settimanale cattolico, "anche la questione morale è ormai arma di contesa. Dalla politica ad personam siamo al contra personam. Ma la giusta esigenza di chiarezza - sottolinea - vale per tutti. Sia per chi ha la pagliuzza che per chi ha la trave nell’occhio. La clava mediatica contro chi mette a nudo il re è un terribile boomerang, in un Paese che affoga in una melma di corruzione, scandali e affari illeciti. Come in passato, urge anche oggi l’appello di don Sturzo 'ai liberi e forti'. Prima che sia troppo tardi".

Governo di unità nazionale Famiglia Cristiana si pronuncia per la formazione di un governo di larghe intese e di "unità nazionale" che vari la riforma della legge elettorale. "Il Paese che si avvia a celebrare l’Unità d’Italia è stufo di duelli, insulti e regolamenti di conti - si legge nell’editoriale del numero in uscita domani -. Una politica responsabile, che miri al bene comune, richiederebbe oggi, da tutti, un passo indietro, prima che il Paese vada a pezzi, e un’intesa di unità nazionale (e solidale) che restituisca ai cittadini il diritto di eleggersi i propri rappresentanti. Non più comparse da soap opera, ma persone di provata competenza e rigore morale" aggiunge il settimanale dei Paolini. "Minacciare il ricorso alla piazza o tirare a campare con una 'tregua armata' non sana le profonde ferite di questi giorni - rileva il diffuso settimanale cattolico -. Tantomeno ridà credibilità a una politica offuscata da ampie zone d’ombra. Il Paese è paralizzato - aggiunge -. Sotto ricatto. Leggi e favori, come al 'mercato delle vacche', sono oggetto di baratto: federalismo in cambio di intercettazioni. I dossier vanno e vengono dai cassetti, con minacce di 'bombe esplosive' (ma chi sa, perchè non parla già ora?)". Secondo Famiglia Cristiana, "manca, come ha scritto il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, una cultura politica della complessità e del suo governo. S’è perso di vista il bene prioritario del Paese, come ha ammonito il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, nell’omelia dell’Assunta".