«La famiglia dei Galleani arriva da Bordeaux»

Spettabile Redazione de il Giornale,
in relazione all'articolo da voi pubblicato nell'edizione di Genova il 10/12/2005 con il titolo «Mio nonno vinse uno scudetto ma era inglese», in cui l'autore, Filippo de Galleani, sostiene che suo nonno, un Galleani, «(...) di italiano aveva solo il cognome» vorrei farvi notare che avete, in modo abbastanza superficiale, dato risalto ad una notizia completamente falsa e lesiva dell'immagine della mia famiglia.
I Galleani attualmente viventi (o se preferiti «de Galleani», «De Galleani») derivano da una antichissima famiglia nobile trasferitasi da Bordeaux a Genova intorno all'anno 1000.
Suoi membri ricoprirono la carica di Console e sono citati in numerosi atti pubblici (vedi Caffaro, Giustiniani, Foglietta ecc.).
Ai tempi degli scontri tra Guelfi e Ghibellini si divisero in vari rami stabilendosi a Nizza, a Ventimiglia, nel basso Piemonte (Canelli, Dronero, Barbaresco) ed in Spagna; altri rimasero a Genova. Nel corso dei secoli acquisirono titoli (Baroni, Conti, Magnifici, Marchesi, Duchi, Principi: vedi il Libro d'Oro della Nobiltà Genovese o l'Enciclopedia nobiliare dello Spreti o «Le famiglie nobili genovesi» di Angelo Scorza) fama, onori Bozio de Galiana fu generalissimo delle truppe viscontee nello scontro con la fazione dei Della Torre e per i suoi meriti a lui ed alla sua posterità fu permesso di inquartare il proprio stemma con le armi dei Visconti; Galleani di Ventimiglia furono più volte ambasciatori presso i Visconti e gli Sforza; Giovanni Galleani di Nizza intorni al 1490 costruì la più grande nave dell'epoca e con questa si diede alla Corsa contro Genova (vedi Gioffredo «Storia delle Alpi marittime»; la storia del Castello di Lerici; il Rerum Italicarum Scriptores di Ludovico Antonio Muratori; la monografia «La Galleana»; si imparentarono con le maggiori famiglie nobili del ponente ligure e della bassa Provenza: Doria, De Gubernatis, Ventimiglia, Lascaris, de Castellane, de Sade, Pasqua, Lasagna, Borea D'Olmo, Fenoglio; etc.etc. (vedi le seguenti opere di Girolamo Rossi: Storia di Ventimiglia, Storia di Sanremo, Storia di Albenga, Memorie storiche della famiglia Galleani di Ventimiglia; vedi le pubblicazioni dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri) e ricchezze sono ancora esistenti i palazzi di famiglia a Nizza, a Ventimiglia ed i castelli in Piemonte; vedi le varie sepolture e cappelle in giuspatronato in varie chiese liguri (vedi elenco nel libro di Federico Galleani «I Galleani di Ventimiglia»); a Genova, quella che ora è detta Piazza Luxoro, era anticamente la piazza dei Galleani (vedi «Genova una città portuale del Medioevo» di Grossi Bianchi - Poleggi, edito da Sagep, Genova); la Villa del Principe Doria a Fassolo fu completata a seguito dell'inglobamento di una precedente proprietà dei Galleani di Nizza con i quali era parente Andrea Doria.
Tale proprietà comprendeva la famosa grotta detta «De Galleani - Doria» realizzata, pare, da Alessi (pubblicata nel catalogo della mostra «Tra magia e scienza»; vedi anche sito Internet della famiglia Doria-Pamphilj; vedi anche le Vite del Vasari); etc.etc.
Certo è impossibile concentrare in poche righe oltre mille anni di storia di una famiglia (con tutte le sue ramificazioni) ma spero che sia sufficiente per farvi comprendere l'errore in cui siete incorsi.
Anche mio bisnonno ed i suoi figli erano di religione anglicana ma semplicemente per il fatto che la loro madre era inglese e figlia del Padre Protestante della Comunità inglese di Bordighera.
Sostenere per questo motivo che di italiano avesssero solo il cognome mi sembra un po' eccessivo. Prima ancora di legarsi con gli inglesi, i Galleani contrassero matrimoni con irlandesi e francesi ma non per questo fu mai messa in dubbio la loro appartenenza al territorio ligure.
Distinti saluti
Conte di Ventimiglia