La famiglia «disgregata» secondo Lumet

Il lato oscuro della famiglia disintegrata di Sidney Lumet e l’anatomia di un matrimonio secondo Peter Del Monte. Due film che più diversi non si può, eppure, sia Onora il padre e la madre, del patriarca Lumet ben accolto alla Festa del Cinema di Roma, sia Nelle tue mani, che Peter Del Monte ha realizzato a sette anni di distanza da Controvento, analizzano le aspre dinamiche familiari (e di coppia) traendo diverse conclusioni: realtà pessimistica e zero possibilità di redenzione per il primo, ottimismo benevolo e squarci di speranza per l’altro. Nel thriller drammatico Onora il padre e la madre - ancora una storia di rapine per l’autore di Quel pomeriggio di un giorno da cani - i fratelli Andy e Hank (Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke), il primo sposato con l’infedele Gina (Marisa Tomei), il secondo divorziato e con una figlia, entrambi afflitti da difficoltà economiche decidono di rapinare la gioielleria di famiglia per ripianare i debiti. E affidano il colpo a un malvivente. Purtroppo, il piano non va come dovrebbe e a seguito di una disgrazia la famiglia va letteralmente in pezzi. Nel cast un superbo Albert Finney (in 13 sale e in originale al Nuovo Olimpia). Nelle tue mani racconta invece una furiosa storia d’amore tra la bella e instabile Mavi (Kasia Smutniak) commessa in un negozio di scarpe, e il riflessivo e ordinato Teo (Marco Foschi) studente di astrofisica. Nemmeno il matrimonio e la nascita dell’adorata figlia Caterina riusciranno a sedare i problemi di disordine affettivo che scuoteranno Mavi fin nel profondo, portandola a separarsi da Teo e a rileggere pagine oscure della sua infanzia che, prima o poi, la donna dovrà strappare (Fiamma e Greenwich). Incetta di sale - ben 22 - per il blockbuster visionario di Roland Emmerich 10.000 a.C. che con un surplus di costosi effetti speciali riporta in vita i mammuth preistorici e riedifica piramidi gigantesche per raccontarci una favola vecchia quanto il mondo. Prosegue al Cinema Trevi, fino al 25 marzo, la rassegna «Schermi in fiamme» dedicato al cinema italiano della contestazione. Oggi alle 17 sarà proiettato Sovversivi film politico del '67 dei fratelli Taviani interpretato anche da Lucio Dalla: si tratta di quattro storie parallele animate da personaggi correlati tra loro dal medesimo problema, che rappresenta una svolta esistenziale per tutti. E dopo la proiezione di L’amore breve di Romano Scavolini, storia ambientata in una Trieste travolta dagli scioperi dei portuali, seguirà la tavola rotonda alla presenza del regista, di Tinto Brass e Lino Capolicchio.